L'ASTA
O/S di Paola Pellegrini
Quanti ricordano l'esatto momento
in cui sono diventati adulti?
Io sì e voglio raccontarlo a voi.
Sono sempre stato un ragazzo
fortunato, la mia famiglia è agiata e siamo molto uniti.
Io, Edward Cullen ero il ragazzo
più popolare della scuola, capitano della squadra di basket ed incallito
playboy.
La nostra era una cerchia
ristretta e vi facevano parte solo i più ricchi, i più belli, i più
carismatici.
Eravamo spensierati ci godevamo
la nostra età con tutti gli eccessi che la caratterizzavano.
Con chi ritenevamo inferiore
eravamo sprezzanti, fino alla crudeltà in certi casi.
Uno di questi casi era Isabella
Swan.
Bella era all'ultimo anno come
noi, ma sembrava avesse dieci anni in più. La vita non era stata clemente con
lei, a sedici anni aveva perso la madre in un terribile incidente stradale, nel
quale il padre era rimasto paralizzato. Charlie Swan era stato lo sceriffo di
Forks, ma ora era solo un uomo distrutto dal dolore, nel corpo e nello spirito.
Da quando non poteva lavorare percepiva solo una misera pensione ed Isabella si
divideva fra la scuola, la cura di suo padre e della casa e piccoli lavoretti
che consentivano ai due di vivere almeno dignitosamente. Io e il mio gruppo
prendevamo spesso di mira Bella con i nostri scherzi e le nostre battute malevole.
Tanya, la capo cheerleaders, una delle tante con cui scopavo, era la più
cattiva di tutti nei suoi confronti. Non perdeva occasione per criticare il suo
abbigliamento sciatto e fuori moda e le sue abitudini da secchiona che
preferiva i libri alla compagnia dei coetanei. Ma la cosa che più faceva
divertire le ragazze era umiliare Isabella per non aver mai avuto un ragazzo.
Ricordo come fosse ieri, la notte
in cui tutto cambiò.
Stavo tornando a casa, a bordo
della mia lucente volvo, dopo una serata di bagordi in un locale di Port
Angeles. Più mi avvicinavo a Forks e più il cielo mi sembrava stranamente
illuminato di un colore insolito. Non stetti a pensarci troppo: ero stanco e
non del tutto sobrio, volevo solo crollare nel mio letto. Stavo parcheggiando
in cortile, quando vidi mio padre uscire di corsa, aprire la portiera e sedersi
al mio fianco dicendo:
-Edward, grazie al cielo sei
tornato! C'è stato un incendio a casa Swan, devo andare a vedere se ci sono
feriti ed il tuo arrivo mi fa risparmiare il tempo che impiegherei a prendere
la mia auto dal garage.-
Confuso mi rimisi in strada,
sentendo dentro me una strana sensazione. Mio padre era medico e logicamente si
sentiva in dovere di intervenire dove poteva essercene bisogno. Quando
arrivammo trovammo la desolazione totale. La villetta degli Swan era quasi del
tutto distrutta. I vicini in vestaglia erano riuniti in gruppetti e
commentavano sottovoce il disastro. Isabella era seduta in mezzo al prato, le
ginocchia strette al petto, il viso annerito dalla fuliggine, su cui la scia di
lacrime era ancora più evidente. Si dondolava e continuava a ripetere:
"cos'altro devo perdere ancora?"
Mio padre si avvicinò con
cautela, era chiaro che la ragazza fosse in stato di choc. L'aiutò ad alzarsi e
l'accompagnò verso la mia auto.
Mentre mi passavano di fianco,
Isabella si fermò di colpo e guardandomi negli occhi sussurrò:
-Ora non avrete modo di
schermirmi per i miei vestiti e i miei libri...non ho più niente di tutto
questo e neanche di altro.-
Mio padre mi guardò
interrogativamente ed io alzai le spalle fingendo di non sapere cosa
intendesse, ma sentendomi un verme e vergognandomi come mai prima.
Ecco in quel momento l'Edward adolescente morì
e nacque l'Edward adulto.
Accompagnai Bella e mio padre
all'ospedale, dove già c'erano diversi compaesani in attesa di notizie.
Seppi che la tragedia era stata
evitata per un soffio.
Quella sera fortunatamente casa
Swan era deserta. Charlie aveva in programma un week end di pesca col suo
grande amico Billy Black ed il figlio di quest'ultimo, Jacob e solitamente in
queste occasioni si fermava a dormire da loro che erano in grado di aiutarlo
con la sedia a rotelle. Isabella invece
era occupata a fare la baby-sitter alla piccola Melanie. Era stato proprio
quando il padre della bambina l'aveva riaccompagnata a casa che si era accorta
di ciò che era avvenuto.
Ma questa era la parte buona
delle notizie che appresi quella notte, quelle cattive le avrei sapute poco
dopo...
Tornai a casa, avvertii mia madre
che papà si sarebbe fermato in ospedale per occuparsi di Isabella, preparai una
caraffa di caffè forte, mi feci una doccia gelata e poi mi attaccai al
telefono...Tempo un'ora e tutta la squadra di basket al completo, cheerleaders
comprese, era al lavoro sulle macerie di casa Swan per tentare di recuperare
qualcosa, una foto, un oggetto, tutto poteva essere importante per le persone
che vi avevano vissuto. Tanya continuava a lamentarsi perchè si era appena
addormentata quando le avevo telefonato e soprattutto perchè si sarebbe
rovinata l'acconciatura. Era esasperante e alla fine sbottai:
-Tanya piantala! Non mi sembra
che tu ti preoccupi tanto dell'acconciatura quando ti tiro i capelli fottendoti
da dietro!-
Cazzo, finalmente un po' di
silenzio! Ma la pace non durò a lungo, con la coda dell'occhio notai Tyler e
Mike che si spintonavano, così mi avvicinai a loro per capire cosa stesse
succedendo. Scoprii che l'incendio era stato causato proprio da quei due
idioti. Li presi a pugni entrambi ed ovviamente li avrei consegnati al nuovo
sceriffo, ma prima però volevo mi spiegassero per bene come erano andate le
cose. Loro due non erano venuti a Port Angeles con noi, avevano rimediato un
paio di pollastre ed erano andati a spassarsela alla spiaggia di LaPush. Dopo
aver accompagnato a casa le ragazze, euforici ed ubriachi si erano fermati
davanti a casa Swan con l'intento di fare una serenata da presa in giro ad
Isabella, ignorando il fatto che lei non fosse in casa. Quando si erano resi
conto che non c'era nessuno avevano deciso di andarsene e Tyler aveva gettato
la sigaretta che stava fumando nel portico, incurante del fatto che proprio lì
ci fossero le taniche di benzina che Bella usava per rifornire il suo vecchio
pick-up.
Dopo aver assicurato alla
giustizia i due dementi, tornai a casa per poter dormire qualche ora prima
della scuola. In ogni angolo dell'edificio scolastico si parlava di ciò che era
successo.
Io ero stanco, nervoso e con
adosso una tristezza insolita per me.
Quando alla pausa pranzo venni
avvicinato da Jessica Stanley, una ragazzina insignificante del terzo anno che
ci provava ogni volta ed ogni volta riceveva il benservito, stavo per scattare
e mandarla a quel paese come al solito, ma ecco che nella mia testa si accese
una lampadina. Col mio solito sorriso sghembo, le chiesi:-Jessica, faresti
davvero qualsiasi cosa per uscire con me?-
-Oddio sì Edward, qualsiasi!- mi
rispose.
Contento della risposta, mi recai
in segreteria e chiesi di poter parlare con il preside. Molte ragazze avrebbero
fatto carte false per uscire con me e avrei potuto usare questa cosa per farmi
pagare. Ovviamente i soldi non li avrei
tenuti per me, ma li avrei utilizzati per una cosa molto importante, per
realizzare l'idea che mi era venuta. Ero soddisfatto di me, una volta tanto il
mio "essere figo" sarebbe servito a qualcosa di buono, non solo a fottere
stupide galline.
Il Capo istituto fu sorpreso di
vedermi entrare nel suo ufficio di mia spontanea volontà. Ancor più sorpreso fu
quando gli ebbi esposto la mia idea, credo forse perchè l'avevo suggerita
proprio io. Mi diede però il completo appoggio suo e dell'intero corpo
insegnante. Ora non rimaneva che parlare coi miei compagni.
Radunai tutti in palestra ed
esposi il mio piano: avremmo organizzato un ballo, durante il quale si sarebbe
tenuta un'asta di beneficenza, in palio per le ragazze ci sarebbe stata una
serata con me e per i ragazzi un'uscita con Tanya. Poi altri premi minori, il
coach ad esempio si offrì di mettere in palio un posto di titolare nella
squadra per una settimana.C hiunque aveva qualcosa di interessante lo mise a
disposizione.
Andò tutto a gonfie vele e la
cifra che raccogliemmo fu superiore ad ogni più rosea aspettativa. Il giorno in
cui, con accanto il responsabile dei lavori, un' ingegnere proposto da mia
madre, che col suo lavoro di architetto aveva le sue conoscenze, consegnai a
Charlie Swan l'assegno con la cifra raccolta, mi sentii fiero di me e quando
Isabella, piangendo felice e commossa, mi strinse in un caldo abbraccio, mi
sentii per la prima volta uomo, un vero uomo. Non mi sarei più fermato alle
apparenze nel giudicare le persone, avrei trattato tutti col dovuto rispetto e
quasi sicuramente avrei avuto una nuova amica.

Molto, molto carina. Sintetica all'osso come nel tuo stile, ma bella comunque.
RispondiEliminaEviterei di dirti che mi sarebbe piaciuto leggere qualche particolare in più, l'evolversi della storia, l'eventuale innamoramento... potrei evitare di dirtelo, ma te lo dico lo stesso ahahahahahah.
Scherzi a parte, mi è piaciuta.
Che devo fare con te, Omony?
RispondiEliminaLe tue storie, per quanto ridotte all'osso, all'essenziale, prive quasi totalmente di dialogo o descrizioni dettagliate di qualsiasi tipo, riescono ugualmente a coinvolgerti. Hai delle grandi idee ma tanta tanta pigrizia nel volerti impegnare un po' di più e tirare fuori una storia degna di questo nome. Non mi capacito che una che legge come te non sia in grado di trovare una sua strada di narrativa...quindi vedi di impegnarti come si deve perché sono sicura che c'è...
MI accodo alle riflessioni della tua omony... un piccolo sforzo e le tue storie farebbero scintille! Dai, Pigrona!
RispondiEliminaLa tua sintesi è apprezzabile perché c'è comunque tutto, in embrione ma c'è.
Devi solo sviluppare un attimo dialoghi e dettagli.
JoTyP.
p.s.
E con questa ho terminato la lettura di tutte, prima della partenza.
Ancora complimenti alle nostre 'contastorie' che si sono cimentate. Sono felice che per questa volta non si debba votare. Sarei stata in difficoltà.
Ciao!
ma noooooooooo!!! continuaaaaaaaaa!!!
RispondiEliminala storia c'era tutta, era solo da sviluppare...
e lo stile essenziale va benissimo, è un pregio!
daidaidaidaidaidai
non sai quanto ancora posso diventare fastidiosa se non mi dai retta =P
Carol
Questa storia è rieditata benissimo! ahahahahahhaahahah!!!!
RispondiEliminaHanno ragione le altre, le idee ce le hai, scrivere sai scrivere, ma hai troppa fretta, ed è un vero peccato, perchè narri sempre le cose in modo da creare interesse in chi ti legge.
C'è una cosa che mi incuriosisce da morire però: nelle tue storie il rapporto tra Edward e Bella è sempre d'amicizia, è difficile che scatti qualcosa per cui si innamorino davvero, capisco che forse ti riesca difficile descrivere quel tipo di situazione, ma è anche vero che leggi tanto ed è evidente che quello che leggi ti appassiona. Con questo non voglio assolutamente dire che devi scrivere di un rapporto amoroso per forza, non è necessario, ma, se ti va e solo se ti va, dovresti scrivere qualcosa a più ampio respiro. Ho anche notato che i tuoi personaggi sono sempre parecchio spigolosi, o sono buoni o sono cattivi a tutto tondo. Sento, percepisco proprio, un respiro di "non perdono" di "nessuna pietà", magari potresti giocare su quello. Sempre se ti va, ovviamente. Ti dico tutto questo perchè la storia c'è, il materiale e la fantasia anche, secondo me devi liberarti della paura di cimentarti o del confronto, insomma è come se volessi rimanere in una dimensione di comodo che ti permetta di difenderti. Non aver paura, tesò, buttati!!!
-Sparv-
Mi accodo alle altre Paole'
RispondiEliminaSei stringata ma hai sempre idee carine...
Prova ad arricchire...
Bravissima!
Moni
Non ti smentisci mai.....in tutti i sensi!!!
RispondiEliminaNon posso che accodarmi alle altre, Ohhhh questa è veramente fantastica, mentre leggevo già m'immaginavo tutto il resto, che ovviamente rimane solo nella mia fantasia....ahahah
Come dobbiamo fare con te?!?
Ma ti rendi conto delle idee meravigliose che hai?!?
Proprio non ce lo vuoi fare questo supermega regalo?!?
Ma tu ti rendi conto delle emozioni che ci fai vivere già così?!?
Pensa a cosa accadrebbe se "ampliassi" di più i tuoi scritti!!!
Comunque......sempre dolcissima e meravigliosa!
Grazie
Un Bacio
JB
Paola..... Ogni volta che leggo qualcosa di tuo alla fine mi trovo a disagio...perchè vorrei picchiarti! Scusa la franchezza....
RispondiEliminaHai una fantasia e un'originalità non da poco....perchè non la sfrutti? La paura di non essere brava è una cazzata, superala...perchè hai tutte le carte per farlo.
Secondo me... hai un sacco di potenziale, leggi molto, ti appassioni.... potresti diventare davvero davvero brava! Ed io ti leggerei sicuramente.
Buttati, provaci...
Ci faresti davvero felici e magari scopriresti di essere bravissima!
Io lo sospetto già.
;-) mi piace...mi piace davvero come idea. Mi piacerebbe sentire parlare i tuoi personaggi, mi piacerebbe uno sguardo ai loro sentimenti, magari che vadano più in là di un'amicizia... E ti dico che lavorandoci su...diventerebbe una OS veramente bellissima.
Grazie per questa lettura.
Aly