martedì 9 settembre 2014

* NON CONTEST D'ESTATE *

BENVENUTE AL NON CONTEST ESTIVO DEL GRUPPO FIFTY SHADES OF FANFICTION !
Le storie che le autrici ci hanno voluto regalare sono a tema libero, senza regole e senza obbligo di conclusione.
Sono storie scritte da loro per allietare il nostro tempo libero e in quanto tali, chiediamo di lasciare un commento nel rispetto che tutte sappiamo dare.
Eccovi l'elenco dei titoli in ordine alfafbetico:
- CAPITOLO 1 - SULLE TRACCE DEI VAMPIRI di Luisa Coppola
- DINDOLON - VERSO L'ISOLA CHE NON C'E' di Margherita Piselli
- L'AMORE RITROVATO di Perrypotter Efp
- L'ASTA di Paola Pellegrini
- LA PRINCIPESSA SUI PISELLI di Caroline Hawkins
- LA VOCE di Monica Ferrini Di Maio
- UN TUFFO MAL RIUSCITO di Caramella Chid
- UNA GIORNATA COMPLICATA di paola Barberio
Buona lettura !

Capitolo 1 - SULLE TRACCE DEI VAMPIRI by Luisa Coppola



PREFAZIONE DELL'AUTRICE



Ciao  volevo scrivervi una shot da presentarvi ma complice il lavoro e le ferie non ci sono riuscita.

Così ho pensato di postarvi il primo capitolo di una FF, una long,  scritta molti anni fa, mai finita e  soprattutto mai pubblicata fino ad ora.
Normalmente prima di proporre le mie storie preferisco terminarle e iniziare  a postare ad opera completa  (in modo da non lasciare storie a metà), ma visto che mancano al termine 4 o 5 capitoli e che il grosso è stato preparato ho pensato di lasciarvi il primo capitolo e di postarvi i seguenti  a Settembre   ( stile  una pagina al giorno) con una certa regolarità.

Come vi dicevo è stata scritta molto tempo fa  e rimaneggiata varie  volte ma mai postata visto la trama particolarissima...  in pieno stile Pulla (il mio pseudonimo su Efp e Twilight Italia dove passavo per essere una “sadica” per eccellenza).

Solo due cosine visto che non so in quante potranno apprezzare la suddetta FF.

 Essa è ambientata alcuni anni dopo BD e i protagonisti sono i nostri amati vampiri !
Non è la classica storia d'amore o di sesso,  che vedo apprezzate particolarmente e che sono molto gettonate,  ma piuttosto un horror, thriller, giallo abbastanza pesantuccio (ero in un periodo  particolarmente sadico  hihhii), quindi non vi sentiate in obbligo di leggere o in colpa per una vostra fuga  dopo alcuni capitoli, ma se vi fa piacere  commentare ovviamente ne sarei felice.

Concludo dicendo che normalmente scrivo storie più “normali” ma mi spiaceva lasciarla ammuffire sul computer e quindi...  vediamo che ne pensate!

Ciao a tutte la Vostra    Pulla 68   alias Luisa.







Capitolo 1  -  Sulle tracce dei vampiri

di Luisa Coppola


E'  un pomeriggio   caldo e afoso,  e sto per chiudere il computer. Finalmente la lunga giornata lavorativa sta per arrivare al suo termine. Gli occhi mi bruciano, e la schiena inizia  a protestare per le lunghe ore passate seduto a guardare un monitor.
Il mio lavoro è noioso, a volte prenderei tutto a calci, o più semplicemente butterei l'intera scrivania  con tutto il suo contenuto giù dalla finestra,  ma  devo riconoscere che è ben retribuito e quindi vale la pena passare ore e ore a fare ricerche.
Sono un agente della C.I.A., la famigerata organizzazione segreta che si occupa di sicurezza degli Stati Uniti,  anche se mia moglie è convinta  che lavori in un' assicurazione.
La mia copertura è necessaria.
Malgrado io sia solo un topo di biblioteca, chiuso tutto il giorno a fare ricerche davanti al monitor di un computer, nessuno deve sapere quale è il mio vero lavoro. La sicurezza prima di tutto, anche se in effetti non sono un agente operativo, di quelli che svolgono il loro lavoro sul campo e non ho nulla a che fare con i vari James Bond a cui tutti subito pensano non appena si parla di Servizi Segreti.
Sono  un analista e lavoro per una sezione particolare, di cui nessuno ha mai sentito parlare, un progetto segreto di cui nemmeno il nostro Presidente è a conoscenza.
Sono uno 007 dei computer, un mago dell'informatica, un segugio da file, distaccato nella sezione “Casi particolari”.

I miei capi non si occupano di terrorismo o di spiare agenti nemici infiltrati, ma neanche d' ipotetici extraterrestri come immaginato nella famosa serie televisiva degli “X files”.

Noi ci occupiamo di casi che possono sembrare normali, ma che in realtà sono velati da misteri inquietanti.

Il mio  diretto superiore è il colonnello Allen, un uomo tutto d'un pezzo, un soldato dalla testa ai piedi, forte e fiero, che noi abbiamo  soprannominato “Il Mastino del Mistero” o più semplicemente “Il Mastino”.
Il nome può sembrare buffo, ma non c'è nulla da ridere. Infatti  noi  lo chiamiamo così perché non molla mai, non sa cosa significa la parola arrendersi, quando trova un mistero  lui lo deve sciogliere e chiarire.  Niente  e nessuno lo ferma quando punta la sua preda e stringe le sue mascelle su di essa.
Ad aiutarlo e a condividere con lui il peso della sezione c'è il Professor Murdock soprannominato “l'Alchimista”.  Nome inquietante... esattamente come è lui.
E' uno scienziato ufficialmente, ma secondo me è più che altro un pazzo a piede libero.
Dirige una sezione di pazzi svitati come lui che analizzano cellule e cose simili.
Secondo me il suo vero fine sono le sperimentazioni genetiche e non vorrei mai essere visitato da lui.
E' un uomo senza scrupoli e senza coscienza. Un sadico, lo potrei definire facilmente, se quello che facesse non fosse in nome della scienza e della sicurezza del nostro paese.  Ogni scusa è buona per analizzare i potenziali mostri a cui diamo la caccia.
Non dovrei essere così tenero in effetti.
Tutti usano la parola “Mostro” come sinonimo di  “Serial Killer” o “Assassino Psicopatico”.
Ma non c'è nulla di tutto ciò nel fascicolo che da sette anni ci gira ormai sulla scrivania. Noi ci occupiamo dei veri mostri, di quelli a cui non possiamo dare un nome differente perché sono quello che sono. Mostri!! Creature generate dagli Incubi.
Si parla di morti misteriose ovviamente o di sparizioni improvvise, senza che siano mai stati ritrovati i corpi delle vittime. A volte troviamo tracce di sangue, a volte qualche oggetto contorto o bruciato appartenuto alle vittime,  ma in tutte le scene del crimine analizzate  ci sono  sempre tracce di una violenza inaudita.
L'ultimo di una serie inquietanti di fatti e sul quale stiamo indagando da ormai sette anni  è il   fascicolo intitolato “Seattle”.
Infatti  sette anni fa nelle vicinanze di quella tranquilla  cittadina un misterioso killer  o più d'uno  ha massacrato moltissima gente innocente.
I giornali e tutti hanno archiviato il caso irrisolto come l'operato di un pazzo mai rintracciato ma un particolare agghiacciante ha attirato la nostra attenzione.
Per la prima  volta è stato ritrovato un corpo.  E la cosa terribile e inquietante è che la vittima è stata trovata  con la gola squarciata, ma sul luogo del delitto e nel corpo stesso  non c'era una sola goccia di sangue... e il Mastino dopo aver consultato il Dott. Murdock ha pronunciato  una sola  parola: Vampiri.

Non è la prima volta che siamo sulla loro pista.  Lo so, per la gente comune potremmo passare per pazzi tutti quanti, eppure analizzando i dati nel tempo abbiamo capito che esistono creature che si nutrono di sangue.
Non sappiamo cosa siano e come appaiano realmente e non sappiamo neanche cosa cercare in realtà, gli unici dati di cui disponiamo sono solo le leggende eppure qualcosa si aggira  in mezzo  a noi,  uccidendo senza pietà,  qualcosa che a questo punto non è più solo frutto della fantasia.
Ma un male nascosto e senza nome che striscia invisibile e terribile, dei mostri sanguinari e senza pietà  che  noi chiamiamo vampiri  perché l'unica certezza che abbiamo è che si nutrono del sangue delle loro vittime... Non guardano  nulla. Età, sesso, religione , razza. Per loro non cambia nulla, il risultato è sempre lo stesso, il fine identico. Le tracce quasi nulle ci fanno impazzire  eppure...

Non sappiamo più che cosa cercare, le indagini ormai sono a un punto morto, ma stamattina ho avuto un altra idea  e ho chiesto al computer di analizzare alcuni dati dei residenti in zona e nelle cittadine vicine a Seattle, ma non ho molta fiducia, probabilmente sarà un altro buco nell'acqua.
Ormai ci sono  abituato. Sono anni che ogni traccia risulta vana, ogni strada si rivela un vicolo cieco. Questi mostri, questi assassini,  questi vampiri, colpiscono e fuggono e poi spariscono nel nulla.
Eppure qualcosa ci deve essere, qualcosa ci deve essere scappato in questi anni perché  il Mastino ha la certezza  che qualcosa ci sia sfuggito e...  lui non sbaglia mai.
Un errore, basterebbe un piccolo errore da parte loro.
Mi sto già mettendo la giacca per ritornare a casa,   quando sul monitor appare una scritta in maiuscolo lampeggiante  nel centro dello schermo.
Mi fermo e sgrano gli occhi sarebbe il primo indizio da molto tempo a questa parte, non so ancora cosa significhi con esattezza ma telefono a casa.
Questa sera farò gli straordinari.
C'è un mistero da risolvere. Un altra strada da esplorare.
Mi fermo e fisso ipnotizzato la scritta apparsa sul  computer mentre mi chiedo cosa sia o cosa significhi la parola: CULLEN.






Non sono uno scienziato come l'Alchimista e neanche un segugio come il Mastino ma so fare molto bene il mio lavoro.
Ci ho messo tutta la notte e tutto la mattinata e adesso stento a credere ai miei occhi.
Quello che ho trovato è sorprendente ed inquietante al tempo stesso.
Capito il trucco non c'è voluto molto a incrociare i dati e il risultato mi ha lasciato a bocca aperta.
Non può essere una coincidenza, penso, mentre passo nei lunghi corridoi stringendo convulsamente le carte contro il mio petto.
Sto andando nell'ufficio del Mastino con una cartellina piena di fogli e fotografie.
Il risultato della mia ricerca. Il punto di svolta delle indagini.
Se non esistessero i computer non ci sarei mai riuscito, ma la tecnologia e il mio fiuto sono stati determinanti.
Adesso so cosa significa quella parola e il solo pronunciare la parola CULLEN mi riempie di terrore.
Busso alla porta  senza attendere la risposta ed  entro. Sono troppo elettrizzato per aspettare il suo permesso.
Il Mastino è seduto alla sua scrivania un pacco di fogli è davanti a lui e nella sua bocca la perenne sigaretta accesa riempie con il suo fumo la stanza già  satura.
Quando apro la porta alza la testa e mi scruta enigmatico.
Ha capito, ha capito dalla mia espressione che ho qualcosa d'importante da riferirgli e con una mano mi fa cenno di accomodarmi  sulla sedia davanti alla sua scrivania senza levarmi i suoi  occhi  penetranti di dosso.
E' attento e pronto ad ascoltarmi.
Sa che non lo avrei disturbato se non avessi qualcosa d'importante da riferirgli.
La seggiola è piena  di fascette colorate e senza tante discorsi le sollevo e le poso sulla scrivania mentre sorridendo mi accomodo davanti a lui con gli occhi gonfi dalla stanchezza ma che brillano di eccitazione.

“Allora Rick?” mi domanda scrutando il mio viso enigmatico e curioso.
“Ho trovato qualcosa d'interessante” gli rispondo “Di molto interessante” aggiungo con un sospiro.
Annuisce e mi fa segno di continuare.
Apro la cartellina e prendo i fogli che ho elaborato.
Ho preparato un dossier molto accurato e mentre gli passo il frutto della mia fatica,  leggo la mia copia in modo da spiegargli la mia scoperta.

“Fenix 1997 - 20 anni fa.
Il Dott Carlisle Cullen di anni 35 lavora all'ospedale del luogo
Moglie Esme Cullen anni 28,  casalinga.
Figli naturali nati da una precedente moglie del dottore   Emmett anni 16,  ed Alice anni 15.
Con loro vivono due fratelli gemelli del dottore:  Jasper ed Rosalie di anni 23 e un fratello della moglie: Edward di anni 22
Qui ci sono le loro fotografie.”

Lui li osserva attento poi annuisce “ Vai avanti, c'è dell'altro vero?” mi chiede sbuffando il fumo dalla bocca e stringendo gli occhi.
Non capisce, non può capire sembra una famiglia modello.
Annuisco e continuo
“Calgary 2005 -12 anni fà.
Il dott. Carlisle Cullen di anni  34 lavora all'ospedale locale
Sposato con Esme Cullen di anni 26, architetto
Due cugini gemelli del dottore conviventi Jasper e Rosalie di anni 21
Due figli adottivi Emmet e Alice  di anni 21 e 18
Il fratello minore di Emmett:  Edward  di anni 19.
Ecco le fotografie che risultano all'anagrafe”

Lui le guarda stringendo gli occhi, rimirando ciò che non crede sia possibile. “L'abbigliamento è ovviamente diverso ma i visi  e i nomi sembrano identici” mugugna continuando a guardare le foto dei due fascicoli  che gli passano per le mani.

“Ma non è tutto” continuo

“Seattle 2010 - 7  anni fa.
Il Dott Carlisle Cullen di anni 33 lavora all'ospedale di Forks.
Moglie Esme Cullen anni 26,  casalinga.
3 figli adottivi Emmett anni 20, Edward ed Alice anni 18.
2 figli gemelli in affido alla moglie Jasper e Rosalie anni 19.
Qui ci sono le loro fotografie.”

Adesso i suoi occhi si aprono stupiti  mentre vedo l'agitazione entrare  e prendere il sopravvento.
“Non è possibile. Questi individui sono sempre identici.  Anche i nomi restano uguali. Solo le date e i luoghi cambiano. Ma come è possibile?”
Scuote la testa mentre posa la sigaretta e sfoglia il fascicolo.
Nemmeno lui riesce a credere a quello che vede.
“Si anch'io ci ho messo un po' per metabolizzare l'evidenza. Ma non ci sono dubbi. Questi signori non invecchiano e spesso hanno risieduto vicino a luoghi dove si sono svolti dei misteriosi omicidi. E non solo, dopo le morti improvvise sono sempre spariti velocemente senza lasciare traccia... fino ad oggi, almeno” commento.
“Ci sono stati altri massacri in passato, come a Seattle?” mi chiede fissandomi negli occhi.
“No. Solo qualche omicidio isolato e neanche sempre... ma loro sono sempre uguali. Guardi ho anche gli altri anni”
Lui mi prende i documenti dalle mani. Li sfoglia veloci mentre spegne la sigaretta dimenticata sulla scrivania e ne accende un altra con le mani che quasi tremano dall'emozione.
“Non ci sono dubbi.  Loro sono legati in qualche modo ai delitti o comunque nascondono qualche segreto inquietante”  sorride soddisfatto fissandomi “Dopo tanti anni e tante ricerche finalmente abbiamo qualcosa su cui lavorare. Hai trovato dove vivono adesso?” mi chiede mentre i suoi occhi sono accesi di una luce bestiale.



Annuisco. Mi aspettavo quella domanda, sapevo mi avrebbe chiesto dove poterli trovare,  ma c'è dell'altro ancora più importante  che deve sapere.
“Si li ho trovati ma questa volta c'è qualcosa di nuovo” gli spiego passandogli l'ultimo fascicolo.
Lui alza la testa e mi guarda interrogativo “Vai avanti Rick, cosa c'è di diverso?? Non dirmi che sono improvvisamente invecchiati” mi chiede quasi preoccupato.
Scuoto la testa “No... il loro numero è cresciuto” gli spiego.
Lui mi guarda di traverso “Come?” è la domanda secca.
Scuoto la testa come faccio a saperlo?
“Il modo non lo so ovviamente, se osserva lo stato di famiglia attuale noterà quello che ho osservato io”
Apro il fascicolo e inizio ad esporre i dati

Anno 2017 – Citta di Calgary
Dott. Carlisle Cullen anni 36 medico dell'ospedale
 Esme Cullen, moglie,  anni 30
Emmett Cullen  anni 21 figlio adottivo sposato con Rosalie  Hale anni 20
Alice anni 18 figlia, sposata con Jasper Wichcok anni 23

“Questa volta hanno cambiato versione, ma ne manca uno o sbaglio?” mi chiede il Mastino rigirando i fogli.
A lui non sfugge mai niente  e neanche a me, penso  orgoglioso del mio lavoro.
“Non vi sbagliate Maggiore ma il ragazzo Edward questa volta risulta stare per conto suo. Sempre a Calgary ma in una casa poco lontano. Ma la particolarità sta nel fatto che ci sono dei nuovi ingressi nella loro famiglia”
Gli passo il fascicolo è più facile fargli vedere che spiegare.

Edward Cullen anni 20
Isabella Cullen  moglie di anni 20
Renesmee Cullen  sorella gemella di Edward anni 20
Jacob Black marito di Renesmee di anni 21

Lui li osserva un attimo poi sgrana gli occhi e passa e ripassa le foto di tutta la famiglia. So cosa ha notato ma aspetto paziente le sue domande.
“Edward è sempre uguale” afferma indicandomi quest'ultima foto.
Annuisco “Si è sempre lui senza ombra di dubbi” confermo
“Ma la moglie questa Isabella da dove spunta?” mi chiede indicandomela con il dito.
“Non sappiamo molto, ma dai dati anagrafici pare che si siano sposati intorno 2010”  spiego.
Lui annuisce poi mi guarda stringendo gli occhi “Sarà una moglie vera o è come nei casi precedenti?  Assomiglia molto a loro” conclude guardando intensamente la fotografia.
“Non lo so. Ma forse è indicativo che vivano per fatti loro” gli faccio notare.
Lui annuisce, di sicuro non aveva bisogno della mia precisazione a lui non scappa mai nulla.
“Si, ma quello che mi colpisce di più sono gli ultimi due presenti sul tuo dossier. Hai notato nulla?” mi chiede sorridendo.
Mi sento a disagio come se fossi sotto esame. Io sono un ricercatore non un segugio, ma qualcosa  in effetti ho notato.
“La ragazza assomiglia molto al fratello, potrebbe essere vera la loro parentela” affermo e aspetto il suo commento.
Annuisce soddisfatto. “Giusta considerazione. L'ho pensato anch'io mentre mi domando come mai non ha gli occhi dorati come gli altri, ma marroni”.
Sgrano gli occhi. Non ci avevo fatto caso. “E' vero!” esclamo guardando in quei pozzi misteriosi e caldi poi guardo il ragazzo nuovo anche lui ha gli occhi neri.
Lui deve aver letto nel mio pensiero perché sorride “Esatto. Anche lui ha gli occhi diversi dagli altri e se noti anche i lineamenti del viso e il colorito indicano che appartiene ad un altra razza” mi spiega mentre tiene premuto il suo indice sul volto del ragazzo.
Sto in silenzio domandandomi in cosa siamo andati a sbattere.
Lui si alza si prende un altra sigaretta e mi guarda sorridendo.
“Ottimo lavoro Rick. Adesso devi chiamarmi Silvie, dobbiamo organizzare un accurata sorveglianza solo così potremo venire a capo di questo mistero”
Mi alzo ed esco. Mentre chiudo la porta lo vedo con le fotografie nella mano, rabbrividisco non vorrei essere nei panni di quella famiglia.
La caccia è cominciata,  il Mastino ha fiutato la sua  preda e adesso nessuno riuscirà a fermarlo, nessuno scapperà dalle sue fauci, nessuno potrà impedirgli di buttarsi sulle tracce dei vampiri.

LA VOCE by Monica Ferrini Di Maio



La voce

O/S di Monica Ferrini Di Maio

Ci si può innamorare di una voce senza sapere a chi appartiene?
E la domanda che da un anno a questa parte mi pongo continuamente.
Non so di preciso come ho fatto a trovarmi in questa situazione, però tutto si sta complicando.
Le mie amiche, Rosalie e Angela, sono preoccupate. Sto trascurando gli studi  e la voglia di uscire diminuisce di ora in ora.
Il problema? Un certo Edward Masen, speaker radiofonico.
Qualsiasi notizia cerchi su google è un buco nell’acqua, dati anagrafici, biografia, curriculum, mai una foto o un indizio, come se non esistesse.
Il nulla, di niente, ecco di chi mi sono innamorata.

Sono in salotto, sdraiata sul divano con una coppetta di gelato al pistacchio a farmi compagnia, nell’attesa trepidante che la rubrica “Edward chiama Seattle” cominci.

*where there is desir
 there  is gonna be a flame
where  there is a flam
someone’s buond to get burned!
but just because it burns doesn’t mean you’re gonna die
 you’ve gotta  get up and try try try
gotta get up and try try try
you gotta get up and try try try*

Poso immediatamente la coppetta sul tavolino davanti al divano, la sigla del programma è iniziata e il mio cuore batte già a mille.

“Buon pomeriggio Seattle, siete pronti per queste due ore con me? Sono le 17,02  vi ricordo che potete mandarmi un sms al 3254272 oppure una e-mail a edseattle@radioseattle.com”

La sua voce sfuma sulla nuova hit dell’estate mentre Rosalie entra nel salotto come una furia seguita a ruota da Angela.
Le guardo scioccate, sono cariche di buste “shopping?”
Loro due si guardano, poi Angela si viene a sedere accanto a me e ruba due cucchiaiate di gelato “bleah!!! Bella…al pistacchio??”
Sto per rispondere quando la musica finisce “allora  abitanti di Seattle, oggi vorrei parlare….”
Rosalie da una manata alla radio per spegnerla “Adesso basta!!! Non ti rendi conto che stai esagerando?! Alziti! Presto! Corri a fare una doccia, stasera si esce!”
“Sei impazzita??” salto su come una molla e cerco di raggiungere la radio.
Rose sembra un pitbull con le braccia incrociate davanti al mobile tv “Tze, io e Angie siamo stufe, quindi fila a lavarti, fatti bella  che alle 20 dobbiamo essere al Red&Blu”
Sto per ribattere indiavolata quando Angela mi affianca, la sua mano mi sfiora il gomito, da una strizzatina “Dai Bells, non fare quella faccia. Abbiamo appuntamento con gli altri. Da quanto non esci con noi?”
Sospiro”Non potete costringermi.”
“Arrivati questo punto si!!” ribatte decisa Rose
“Ma che amica sei???” rispondo 
 I lineamenti di Rose si addolciscono, mi si avvicina “Ehi tesoro, non voglio litigare con te però non è normale quello che fai” prende fiato”Ne abbiamo parlato con Angie, ti abbiamo dato tempo, ma continui ad isolarti, per chi poi?? Non lo conosci nemmeno, ne sei ossessionata”
“Non è vero” il mio è solo un sussurro
Angie sorride dolcemente “Allora stasera accontentaci, andiamo con gli altri e ci dimentichiamo per un pò della tua amatissima voce”
Sbuffo, come se fosse possibile dimenticare. Alla fine cedo ”Ok ok, vado a cambiarmi” e inizio ad indietreggiare verso la mia stanza.

Sono davanti allo specchio da almeno mezz’ora, non mi piaccio.
Sono alta 1.70 e sono “rotonda”. Ho qualche kg in più, i miei fianchi sono morbidi e ho un seno abbondante. Insomma, non sono certo un fuscello.
I miei capelli lunghi e castani  e i miei  occhi verdi sono l’unica cosa decente di me.
Tre colpi alla porta mi annunciano che le ragazze stanno per entrare “Ehi Bi, non hai ancora finito?”
Guardo Rosalie, sempre perfetta nel suo abitino verde smeraldo “La fai facile tu”
Angela ha indosso degli shorts di jeans è un top corallo ed è favolosa, risalta i suoi tratti orientali, eredità materna.
Sbuffo e continuo a guardarmi allo specchio, la mia mano va a lisciare i miei fianchi “Guardate qui!”
Rose alza gli occhi al cielo, si avvicina e vedo il suo riflesso nello specchio “Perché non ti valorizzi, non sono 10 kg in più a fare la differenza” Angie l’affianca, ha in mano un sacchetto “Ringrazia le tue amiche” e scoppia a ridere.
Incuriosita prendo la busta, al suo interno trovo un vestito di tulle viola con scollo all’americana e una fascia nera sotto il seno.
“Dai! Provalo!” mi incita Rose.
Sospirando indosso il vestito, mentre sto per allacciare il fiocco al collo, Angie mi schiaffeggia la mano “Ah! Ah! Niente reggiseno questa sera, non serve”
“Sei matta?”esclamo scandalizzata
“No. Tu sei matta, con le tette che ti ritrovi io andrei in giro in toples!” mi sbeffeggia Rose
Alzo un sopraciglio “Cosa?”
“Su su! Hai una 4 che sta su da sola, metti la mercanzia in mostra!” mi incoraggia Angie.
Dobbiamo ancora uscire e mi sono già pentita…cos’hanno in mente queste due pazze????!!!


Mezz’ora dopo ci stiamo facendo largo fra la gente per raggiungere gli altri.
Sono anni che ci conosciamo, eravamo amici ancora prima di ritrovarci al college.
E il Red&Blu e il nostro punto di ritrovo da sempre.
Sono dietro a Rose e Angela, stasera c’è il pienone e stiamo sgomitando per farci largo.
Rose sorride e si gira “Forza, ci stanno aspettando” e indica il tavolo poco distante da noi. Sorrido di riflesso quando qualcuno mi scontra “Ehi scusa” guardo il ragazzo che si è scontrato con me e faccio spallucce “Figurati” quando dietro di me qualcuno esclama “Ehi Jazz”, il mio corpo si ferma, il cuore perde qualche battito e fisso stordita il ragazzo davanti a me che sorride e alza una mano “Arrivo!!” poi mi guarda di nuovo “Ciao, magari ci si vede in giro” e mi fa l’occhiolino.
Sono paralizzata sul posto.
La sua voce.
La sua voce la riconoscerei fra mille, ad occhi chiusi.
E qui.
Mi volto velocemente nella direzione di Jazz, ma puff ….. svanito, volatilizzato nel nulla.

Angela mi strattona “Ehi Bells, datti una mossa!” non si sono accorte di niente o forse mi sono immaginata tutto.
Ha ragione Rose, sono ossessionata.

Come potrei non esserlo? Ha una voce calda, il timbro basso e roco mentre la sua risata è aperta e spontanea.
Passo ore ad ascoltarlo e sognare ad occhi aperti.
Spesso canticchia le canzoni in onda e quei momenti sono….eccitanti.
Sogno ad occhi aperti lui che mi sussurra all’orecchio le parole delle canzoni.
Scrollo le testa e finalmente raggiungo gli altri.
“Ciao a tutti” e mi chino a baciare sulle guance ognuno di loro.
Ci sono Emmett e Ben i fidanzati di Rose e Angie, poi ci sono Jessica, Rachel, Emily, Victoria, Paul e Mike.
“Oh oh Bella!! Finalmente ti sei decisa” esordisce Mike.
“Lasciala stare scemo!” mi difende Paul, tirandomi sulle sue ginocchia e stampandomi un rumoroso bacio sulla guancia.
Sorrido serena, forse avevano ragione le ragazze, mi serviva una serata delle nostre.

Ho perso il conto di quanti vodka pesca lemon ho bevuto, rido e mi gira un po’ la testa.
Le ragazze stanno cercando di convincermi a scendere in pista.
“Due canzoni e basta Bells” Dice Victoria
“Dai! Dai! Dai!” incalza Rachel
“Ti prego! Ti pregooooooo!” le incalza Jessica con la voce un po’ strascicata dal troppo alcool.
Scoppio a ridere “E va beneeee”

Tra gli urletti delle mie amiche pazze arriviamo in pista. La musica risuona decisa, quasi tutti sono in pista e ballano muovendosi a ritmo di musica.
Victoria si avvicina e con una sculettata mi fa segno di scatenarmi.
Socchiudo gli occhi e lascio che la musica mi guidi.
I miei fianchi ondeggiano al ritmo sensuale della canzone, le mie braccia scorrono sul mio corpo, la testa  è reclinata all’indietro mentre i miei capelli sfiorano la mia schiena nuda.
Mi sento bene, viva, sensuale.
Balliamo  per diverse canzoni.
La testa gira un po’ e i piedi chiedono pietà…. maledetti tacchi 12!
“L’ultima e poi vado a sedermi” esclamo quasi esausta.
Loro annuisco soddisfatte.

Riprendo ad ondeggiare, canticchio fra me le parole della canzone quando sento un profumo intenso, sicuramente un dopobarba.
Sto per voltarmi ma sento una mano che scivola sul mio fianco e delle labbra mi sfiorano l’orecchio.
Sbarro gli occhi mentre la mia mano destra si posa sopra alla sua, le ragazze mi guardano paralizzate prima di lanciarmi sorrisini maliziosi.
Il suo respiro caldo sul collo mi da i brividi, mi volto per poter finalmente guardare chi c’è alle mie spalle.
Il fiato mi si mozza in gola.
Un uomo sui 30 anni, biondo scuro, occhi verdi, mascella squadrata ricoperta da un leggero strato di peluria bionda che brilla sotto le luci del locale, labbra rosse e piene  arricciate in un sorriso sghembo, una fossetta alla guancia destra. Sono in Paradiso!!!!

Vorrei dire qualcosa ma ho la salivazione azzerata.
Lui continua a guardarmi, le sue mani sui miei fianchi mi muovono leggere per farmi continuare ad ondeggiare.
Sto per chiedergli chi è quando solleva lentamente la mano e il suo indice si posa sulle mie labbra schiuse “Shh” è il movimento che fanno le sue labbra senza emettere suono.
Sono ipnotizzata, sollevo le mie braccia fino a posarle sulle sue spalle, le sue scivolano dietro la mia schiena per attirarmi a lui.
Siamo uniti, non c’è un millimetro del nostro corpo che non sia a contatto.
I suoi occhi non lasciano i miei, siamo incatenati.
Dondoliamo sul posto incuranti delle canzoni che il dj sta suonando.
Siamo in una bolla, ci siamo solo noi, due perfetti sconosciuti.

Non so quanto tempo sia passato, se è passato 1 minuto, 1 ora o giorni.
All’improvviso lui guarda alle mie spalle, un secondo, poi chiude gli occhi e fa scontrare le nostre fronti.
Le mie ginocchia tremano quando riapre gli occhi.
Mi fissa, si avvicina lentamente fino a lasciarmi un bacio all’angolo della bocca.
Sorride, si allontana  e nel farlo le sue mani mi accarezzano dolcemente.
È un attimo e quello dopo è sparito fra la gente.


Sono passate 3 settimane da quella sera.
Le mie giornate procedono con la solita routine.
Radio, università, radio,casa, radio, radio, radio.
Oggi pomeriggio ho appuntamento con Rose in centro, dobbiamo andare a comprare un regalo per il compleanno di Rachel.
Sto saltellando in camera mia pregando ogni santo che questi benedetti jeans salgano oltre il mio sedere…ufff che fatica!
Infilo le ballerine mentre prendo borsa, cellulare e chiavi e corro fuori. Sono già in ritardo!
Sto uscendo dalla metro quando il cellulare mi vibra in borsa, rovisto velocemente sperando di non perdere la chiamata, finalmente lo trovo e lo sfilo dalla borsa quando qualcuno mi urta.
Il cellulare mi scivola dalle mani, goffamente gesticolo per cercare di agguantarlo quando la persona che mi ha urtato, senza fermarsi, urla nella mia direzione “Mio Dio! Scusa”.
E in un secondo, il cellulare cade in terra.
Alzo di scatto gli occhi verso la metro proprio nel momento  in cui le porte si stanno chiudendo.
Mi tremano le mani, ho la tachicardia e mi sento svenire.
L’ho perso di nuovo.
“BELLA! EHI BELLA!” Rose si sta avvicinando, quando scorge il mio viso accelera il passo “Che succede?” il suo tono non nasconde l’ansia “Hai una faccia!”
La guardo senza parlare, sento le lacrime salire agli occhi “Oh Rose” e mi lascio sfuggire un singhiozzo.
Mi abbraccia velocemente, il suo profumo è così famigliare, sa di casa. “Tesoro che succede?? Shhh, shhh, non piangere”
“io, i..o, io l’ho sentito”
Arriccia il suo nasino all’insù “Chi hai sentito?”
Sospiro tremante “Ed-Edward, mi ha scontrato e mi ha chiesto scusa…” mi interrompe “O MIO DIO!!! L’HAI CONOSCIUTO?”
Scuoto la testa ”Abbassa la voce!  E no, non l’ho conosciuto. Appena mi sono voltata la metro è partita!”
“Oh no, Bella. Non fare così.” Mi accarezza i capelli con gesti materni.
“Sono sfigata. Una sfigata cosmica!”
Ridacchia “Be, perché non pensi al ragazzo del Red&Blu? Cavoli aveva un culo da paura!”
Le do una spintarella ”ROSE! Ti ricordo che stai con Em!”
“Ok, ok, ma non puoi negare che aveva un gran bel culo!”
Sorrido “Be… in effetti…”
Mi strizza l’occhio complice mentre prendendomi sottobraccio ci avviamo al centro commerciale “Andiamo a fare il nostro dovere….SHOPPING!” Urlacchia Rose mentre io imbarazzata  mi nascondo fra i miei capelli.


E’ venerdì pomeriggio, sono appena rientrata dall’università, entro subito in camera mia e mi lascio cadere a faccia in giù sul mio letto.
La sveglia del cellulare mi avvisa che sono le 18.00 e che fra poco inizia  la mia ora di adorazione.
Allungo il braccio e afferro sul comodino il telecomando dello stereo.
Appena la musica si diffonde per la camera mi sento già meglio.
Stanno trasmettendo Happy di P. Williams, la canticchio mentre i miei piedi dondolano oltre il materasso.

La sua voce improvvisamente si sovrappone alla canzone
“Mmm, mm,mmm Because i’m happy
clap along if you feel  like that’s what you wanna do mmmm, mmm.
Ciao Seattle, oggi parliamo di felicità. Siete pronti?”  

OH santissima…..la sua voce che canta!

“Felicità, cos’è per voi la felicità? Potete mandarmi qualsiasi risposta, non c’è nessun limite.
Potrebbe essere un gelato, un profumo, un colore o magari…..” ridacchia “ baciare qualcuno”
“Se se, ridi pure tu stronzetto. Chissà chi è la fortuna che baci”
La sua voce continua inarrestabile “Per esempio per me la felicità è la sensazione, la vibrazione che provi nell’attimo prima di baciare qualcuno. Quando siete a pochi millimetri e i vostri sguardi sono incatenati, i respiri che si fondono” abbassa il tono di voce, sembra più roco “Quella frazione di secondo  dove sei attraversato da un brivido che ti urla nella testa *avanti baciala*, le labbra socchiuse che si sfiorano, quella per me è felicità.”
“Sono morta” esclamo mentre sogno di occhi aperti ascoltando la sua voce.
Rimango nella stessa posizione per tutta la durata della trasmissione, legge le risposte, le commenta, un po’ ride e un po’ è serio ed io sono sempre più persa di lui.

“Per oggi il nostro tempo è quasi finito, abbiamo parlato di felicità e devo dire che mi avete sorpreso con le vostre risposte. È venerdi, stasera uscite e divertitevi. Non bevete se guidate, mi raccomando. Io uscirò con amici, spero di rivedere una splendida ragazza che mi ha incuriosito.” Ride sfrontato “Ora vi darò un piccolo indizio per l’argomento di domani. A tra poco”

Pochi secondi è il ritmo sensuale invade l’aria.
Ten kiss me on the lips
nine run your fingers through my hair
eight  Touch me, slowly hold it let’s go to straight to number one
seven, lips
six, slowly
five, fingers
four, play

La canzone sfuma su Edward che canta “ touch me mmmmmm, mm , mmm lips, fingers, feel it” ride, una risata bassa, sensuale, calda “Ohi, ohi.  Non sentite caldo?? “ batte le mani ”Avete capito bene, domani argomento piccante. La canzone che ho scelto…” sospira e il solo sentire per radio il suo respiro mi manda su di giri “Ognuno di noi ha delle fantasie, preferenze, abitudini….ecco io domani vorrei parlare di questo con voi. Voglio che mi scriviate le caratteristiche principali che vi affascinano, i vostri desideri sessuali, i posti e le posizioni che preferite” ride apertamente, lo stronzo.
 “Aspettate un attimo, ho un ascoltatore in linea. Vai  James, passa”
“Ehi, ci sei? Come ti chiami?”
“Mi chiamo Rose”
“Ciao Rose, piacere di conoscerti” il suo sorriso si percepisce attraverso le parole
“Mi hanno avvisato che avevi urgenza di parlare con me, quindi,dimmi tutto”
“Ehm, senti io non ho niente contro di te, davvero. Però sono stufa, non sappiamo niente di te, una mia amica ha perso la testa per la tua voce…”
Mi alzo di scatto “Oh no Rose” il panico mi assale.
“Frena, frena Rose, mi chiamo Edward e lo sapete tutti” il suo tono di voce si fa difensivo
“Pensi che sia scema Edward?”  Rose è aggressiva e io sono incazzata nera.
“No affatto, non mi permetterei mai” lo interrompe “e allora perche non si trova una tua foto manco a pagarla? Non si sa NIENTE”
C’è un attimo di silenzio prima che la sua voce arrivi nitida “Mi chiamo Edward e ho 30 anni, non ci sono mie foto perché sono un ragazzo normale, la mia vita privata è come quella di chiunque voi. Niente di interessante. ”
“Tze, se davvero fosse cosi non avresti problemi a mostrarti e invece…”
“Rose, Rose. Andiamo al punto, che vuoi sapere?” il suo tono si fa serio.
“Ma che ne so… Sei single? Sei di Seattle?Che locali frequenti?” ridacchia nervosa Rose

Giro per la mia stanza come un’animale in gabbia, questa non me la doveva fare quella strega di Rose, appena torna mi sente.

Ride “Chi sei Rose? Una giornalista o un membo dell’FBI?”
Si sente sospirare “No, niente di tutto questo, sono solo una persona in ansia per una mia amica” poi si sente il classico tu, tu, tu,tu della telefonata interrotta.

Sono ad un passo dal commettere un omicidio.

Edward si schiarisce la voce “Ehm, sono in imbarazzo” soffoca una risatina imbarazzata “ Wow, sono senza parole, il che capita di rado, strano vero per un conduttore radiofonico? Mia cara Rosalie, non c’è molto da sapere di me se non quello che sapete già. Sono un ragazzo come tutti voi, mi piace la musica ed ho la fortuna immensa di lavorare qui, sono nato il 20 giugno dell’84 a Chicago. Vivo a Seattle da 5 anni, ho pochi amici, ma buoni e leali. E sono in cerca dell’amore.” Prende un respiro “Non so perché non ci siano miei foto in internet, ma comunque trovo stuzzicante l’idea di poter fantasticare su una voce, ad esempio, amica di Rose, cosa ti piace della mia voce?” la sua voce si abbassa e diventa quasi ipnotica “ Non ho un canone di bellezza preciso, mi piace che la ragazza che ho di fronte sia semplice, che sappia ridere e far ridere, che non si prenda mai troppo sul serio, che sia spontanea. A livello fisico, uhmm mi piacciono formose.” Ride “Dai maschietti, ci siamo capiti no?? Quando è fra le tue braccia, sentire le sue curve morbide che ti sfiorano, che ti danno i brividi…” finge colpetti di tosse “Stavo pensando che si potrebbe fare un gioco, una caccia al tesoro. Chi vince, verrà qui in studio con me”
Batte le mani “Amici maschi vi voglio bene e vi sono vicino, ma questo gioco non è per voi” ride apertamente.

Mi fermo di scatto, OMG!

“Allora sono le 19e15 abbiamo sforato alla grande oggi, penserò con il mio collega James alla caccia al tesoro, poi vi darò tutti i dettagli. A domani Seattle”

La radio trasmette una nuova canzone e il programma di Edward finisce.

POV EDWARD


James fa partire la sigla, la scritta “On air” si spegne.
Mi tolgo le cuffie e le appoggio davanti a me, mentre sospirando mi appoggio alla poltrona girevole.
Mi passo le mani sul viso mentre ripenso alla telefonata di quella Rose, pazzesco.
Eppure e andata così vicino alla realtà, le mie notizie su internet sono tutte vere tranne per un’eccezione.
Mi chiamo Cullen, Edward Cullen non Masen.
Sono il figlio di Carlisle Cullen, un famoso diplomatico.
I miei genitori mi hanno sempre appoggiato nelle mie passioni e nelle mie scelte.
Un solo veto, avere un cognome d’arte.
Ecco perché non ci sono mie foto in giro, privacy e sicurezza imposta da mio padre.

Facendo leva sui braccioli della poltrona mi alzo e scuotendo la testa sorrido “Ehi James. io vado, a domani.”
Mi fa l’occhiolino in risposta.

Pochi minuti più tardi mentre sono in strada per raggiungere la metro mi chiama al cellulare Jazz, il mio migliore amico.
Un fratello quasi.
Quasi perché esce con mia sorella.

“Jazz”
Ridacchia “Hai sudato freddo vero?”
“Scemo”
“Dai non fare il permaloso, che tipino Rose eh? Sembra quasi una collega di Ali”
“Eh?”
“Ma si dai, qualche volte Ali ha raccontato della sua collega del reparto marketing, una pazzoide”
“Pazzoide…ah si è vero. Ma figurati se è la stessa persona”
“ Be come caratterino direi che ci siamo” sghignazza. “Dove sei?”
“Sto andando alla fermata della metro. Ho bisogno di una doccia, non vedo l’ora di essere a casa”
“Ci vediamo li, sto arrivando”
Non mi da il tempo di rispondere che mi ha chiuso il telefono in faccia.
Sono due pazzi, lui e mia sorella.

Sto uscendo dalla doccia, quando sento suonare alla porta.
È jazz.
È l’unico che suona il citofono imitando le canzoni.

Rido mentre mi avvolgo un telo di spugna sui fianchi e raggiungo la porta.

Apro e mi avvio in cucina per prendermi una birra, la sto stappando quando mi raggiunge.
“Non ti offendere, ma amo tua sorella” e scoppia a ridere.
“Mi chiedo cosa ci trovi in te” rispondo serio prima di ridere come lui.
Apro il frigo  e gli allungo un birra mentre si siede al tavolo della cucina.
“Allora che facciamo stasera?” chiedo annoiato.
“Uhm, giuro che io non ho colpe”
“Jazz…”
“è  tua sorella. E lei la responsabile.”
“Invece di fare lo scarica barile, sputa il rospo”
Sorride sornione “Festicciola”
Inarco un sopracciglio “Ti sei rincoglionito? Parli come mia sorella”
Alza le mani “Ehi. Siamo invitati ad una festa  dal  capo di Alice”
 Mi lascio cadere sulla sedia “Oddio che palle”
“Dai, magari non è male, è al Twilight”
“Almeno quello, ne ho sentito parlare bene”
“ è il meglio su piazza”
“Speriamo. A che ora?”
“Alle 22.30”
“Pinguini?”
“Naaaa, vestiti come ti pare, ma non osare mettere una tuta”
Gli lascio una pacca in testa“Che spiritoso che sei!”
Si alza in tutta fretta “Vado a cambiarmi, ti passiamo a prendere noi?”
Scuoto la testa “No, vengo in moto”
Indietreggia verso la porta “Che ragazzaccio” poi scappa fuori di corsa e ancora si sentono le sue risate.

Un matto. Ecco cos’è il mio migliore amico!

 Mi guardo allo specchio, le mie mani  infilano la camicia azzurra nei jeans, chiudono i bottoni  e poi salgono ad aggiustare il colletto.
Sorrido al mio riflesso, sarà contenta Alice, già me la immagino “Il mio fratellino con la camicia”.
Mi siedo sul letto per infilare le scarpe e il cellulare vibra.
Un messaggio.
“Ragazzaccio, cerca di essere puntuale o tua sorella ci uccide”
Raggiungo l’ingresso e mentre mi infilo il mio giubbotto di pelle prendo le chiavi della mia moto.

Un quarto d’ora dopo sto camminando verso mia sorella e Jazz.
“Ehi”
Mia sorella sorride radiosa “Che schianto! Sei splendido Eddy”
Le strizzo l’occhio e le lascio un bacio sulla guancia.
“Ragazzaccio”
Inarco un sopraciglio mentre guardo verso Jazz “Si può sapere il perché di questo nomignolo?”
Ride “Bello e dannato. Anzi bello, dannato e in incognito”
Mia sorella gli assesta una gomitata “Lascialo in pace”
Lui si massaggia il fianco “Uffi!! Scherzavo”
Alice gesticola mentre ci prende a braccetto e ci trascina verso il locale.

C’è un sacco di gente per essere una festa privata ma non mi stupisco considerando che Caius, il capo di Alice, è un festaiolo.
Passiamo un tempo interminabile a stringere mani, sorridere e parlare di cose più che superficiali.
Guardo Jazz “Io vado al bar, volete qualcosa?”
Lui scuote la testa “Vai, poi ti raggiungiamo”

Sto bevendo un whisky e intanto mi guardo intorno.
Generalmente mi piacciono le feste, sono un persona socievole e mi diverto quasi sempre però ultimamente c’è sempre qualcosa che mi rende pensieroso.
Mi ritrovo ad osservare chi ho vicino, a volte ad invidiarne la loro vita.
Vorrei trovare qualcuno da amare, qualcuno con cui condividere la mia vita.
Chissà, forse per me la crisi di mezza età è a 30anni!
Scuoto la testa sorridendo fra me quando vedo mia sorella Alice parlare con un ragazza bruna, mi da le spalle ma i suoi fianchi tondi mi incantano.
Alice ride apertamente a quella che credo sia una battuta, poi si guarda intorno e gesticolando indica un punto alla mia destra.
La ragazza di fronte a lei si volta e il mio cuore perde un battito, è la ragazza con cui ho ballato quasi 2 mesi fa.

I miei occhi scorrono febbrili il suo profilo, ha i capelli sciolti e indossa un vestito  turchese che mette in mostra i suoi fianchi ma soprattutto il suo seno, così pieno ed invintante.
Mi volto leggermente per posare il bicchiere al banco quando lei si accorge di me, le sorrido e la vedo arrossire prima di rispondere con un sorriso.

Non mi perdo tempo a domandarmi come è meglio comportarmi perché il mio corpo ha già deciso, avanzo verso di lei. Taglio la sala con passi decisi, la mia mano destra sale ai miei capelli e lascio scivolare le dita fra di essi mentre noto i suoi occhi allargarsi per lo stupore.
Non le sono indifferente, ne approfitto.
mi mordo il labbro inferiore per mascherare un sorriso mentre avanzo senza staccare gli occhi dai suoi, lei improvvisamente si riscuote e  prima leggermente poi sempre più decisa viene verso di me.
Mancano due passi e finalmente potrò sfiorarla, sono settimane che sogno lei e il suo corpo e stasera non voglio farmi scappare nessuna possibilità di conquistarla.
Allungo una mano e lei subito l’afferra, tiro leggermente ed un momento dopo e addossata al mio petto.
Sorrido sereno e mi chino a lasciarle un bacio all’angolo della bocca, e dal suo sospiro tremante deduco che è un tormento per entrambi.
Il dj del locale fa partire le hit del momento, decisamente troppo assordanti per poter parlare cosi tenendola per mano mi faccio strada verso il giardino del locale.

L’aria frizzante ci fa rabbrividire mentre raggiungiamo un piccolo dondolo.
Mi sfilo la giacca e l’avvolgo con essa quando lei mi fa segno di fermarmi con la mano.
Sospira come per prendere coraggio “Non so neanche come ti chiami”.
Mi mordo la guancia per non ridere del suo tono “Edward”
Mi guarda per momenti interminabili, i suoi occhi sbattono veloci mentre mi osserva, le sue mani unite in grembo corrono a coprire le sue labbra schiuse dallo stupore.
Che diamine sta succedendo??
“Ehm,…tutto bene?? “
Inizia a scuotere la testa ripetendo come una litania “OMMIODIO”
La fisso allibito” ehi, magari se mi dici il tuo di nome possiamo parlare?”
“Be..Is..isab…” balbetta.
Ridacchio nervoso “Respira, tesoro!”
Chiude un momento gli occhi “Isabella.”
Inclino il viso a destro “è un bellissimo nome Isabella”
Lei trema “Ed…E…d…Edward?”
Annuisco “Vuoi dirmi se c’è qualche problema? Improvvisamente ti sei agitata.”
si siede sul dondolo abbandonando le braccia lungo i fianchi.
“è impossibile, non può essere. Io…”
La raggiungo e lentamente le poso una mano sul ginocchio”avanti, puoi spiegarmi”
Alza di scatto la testa per trafiggermi con due occhi verdi incredibili.
“Edward…Edward Masen”
La guardo a bocca aperta, in 3 anni di radio e la prima volta che mi riconoscono.
Non faccio in tempo a rispondere che Isabella è un fiume in piena di notizie.
“Io non so da dove cominciare, sono nata e cresciuta a Seattle. Ho molti amici ma soprattutto ho degli ottimi amici. Lavoro come segretaria da un commercialista. Vivo con due mie amiche in un buco che noi chiamiamo casa.” Sorride “  sono anni che  seguo radio Seattle. Mi ha sempre tenuto compagnia. Ma solitamente ascoltavo i programmi del mattino presto. 3 anni fa, ero stata a trovare i miei genitori e sulla strada del ritorno ho sentito la nuova rubrica, ricorderò sempre la voce dello speaker, così profonda, calda, ipnotica…” Prende fiato “ era la tua voce. Mi crederai pazza, lo so e spesso penso di esserlo ma non so davvero come spiegarlo” sorride imbarazzata “la tua voce mi ha ipnotizzato, mi ha reso vulnerabile. Aspettavo le 17 per poter sentire quella voce, sorridere al suo ridere, sospirare e sognare mentre canticchiava le canzoni in onda. Ho fantasticato così tanto….” La sua voce diventa un sussurro, vorrei trovare le parole giuste per risponderle ma non so davvero che cosa dire.
Si è innamorata della mia voce?
È delusa?
È felice?
“isabella..io…” la sua mano corre veloce alla mia bocca per impedirmi di continuare.
“no no. Fammi finire. Ho cercato per anni qualcosa su di te, ma su intenet sei praticamente un fantasma. Sai quante volte mi sono chiesta, passeggiando per strada , se potevi essere quel ragazzo piuttosto che un altro? Il mese scorse pensavo di aver toccato il fondo,  prima in un locale ho sentito la tua voce che chiamava un ragazzo “jazz” che mi aveva appena scontrato ma quando mi sono girata puff….non c’era nessuno. Ho ballato con te senza neanche parlare e per un attimo con tutte le sensazioni che ho provato pensavo di aver accantonato l’idea della mia follia, considerandomi normale a desiderare un ragazzo carino. La settimana dopo alla fermata della metropolitana  sono stata travolta da un ragazzo che appena prima di scomparire nel vagone mi ha gridato scusa…ed era la tua voce, ma sai la cosa buffa? Anche in quel caso non sono riuscita a vederti in viso. Ed ora, dopo averti rivisto scopro che eri così vicino…” arrossisce e chiude lentamente gli occhi.
“guardami” con il mio indice sollevo il mento “apri gli occhi, Isabella”
Le sue palpebre tremano mentre si sollevano.
“vorrei avere le risposte giuste per farti sentire più serena, vorrei che non ti sentissi fuori luogo perche la mia voce ti ha attratto , perché credimi tu non sai come mi fai impazzire. Non so perchè al locale mi sono comportato così, vorrei giustificarmi, ma non lo farò. Ero con mia sorella e degli amici quando ti ho vista ballare, i tuoi fianchi ondeggiavano, il vestito viola ti fasciava come una seconda pelle ed un minuto dopo ero accanto a te. Ho desiderato così tanto parlarti, cercavo il momento giusto ma tenerti fra le braccia, il tuo corpo premuto al mio, i tuoi occhi grandi ed espressivi che brillavano…ho combattuto con il desiderio assurdo di baciarti fino a non poter più respirare.” Mi avvicino e con il naso sfioro la sua mascella “ ti racconterò quello che vuoi, parleremo per i prossimi secoli” salgo fino al suo orecchio “ma ora ” lascio un piccolo bacio umido nella pelle sensibile dietro all’orecchio ”muoio dalla voglia di baciarti” mi sposto lentamente indietro fino a far incrociare i nostri sguardi.
La sua lingua picchietta l’angolo della bocca dove le labbra si incontrano ed io perdo il controllo.
Incollo le mie labbra alle sue, socchiuse per lo stupore. Respiro il suo profumo mentre a bocca aperta continuo a baciare il labbro inferiore prima e quello superiore poi.
Non riesco a chiudere gli occhi, guardarla mentre  le sue labbra bagnate dalle mie si aprono per accogliermi e uno spettacolo impossibile da perdere.
I suoi occhi mi fissano mentre un gemito soffocato accompagna la sua lingua nella mia bocca e una sua mano fra i miei capelli per tenermi a se.
Ci baciamo come adolescenti, affamati di piacere, incuranti della temperatura esterna, eccitati, vogliosi.
La mia erezione è sul punto di implodere, ho caldo, mi sento le labbra di fuoco e gonfie, probabilmente i miei capelli sono indomabili considerando con quanta passione le mani di Isabella li stanno torturando. Anche lei è nelle mie condizioni, ha gli occhi velati di lussuria, la bocca umida di saliva, il respiro corto e affannato, i capezzoli turgidi che si sfregano sulla stoffa del vestito e non oso immaginare come sia la situazione nelle sue mutandine perché altrimenti non mi fermerei più.
“Mmm Edward” la sua lingua disegna il contorno del mio labbro superiore, scende nell’apertura fra le mie labbra e stringendola a me catturo la sua lingua e succhio, trema fra le mie braccia.
“Amo il tuo sapore Bella” le parlo in bocca.
Sta per rispondere quando qualcosa vibra nei mie pantaloni, merda il cellulare.
Mi stacco a fatica mentre senza staccare il contatto visivo mi porto il cellulare all’orecchio
“Dimmi”
“finalmente, dove sei andato a prendere da bere?? alla sorgente in Perù?”
“come sei simpatico. Che vuoi?”
“calma calma ragazzo, perché si da il caso che ti sto salvando il culo”
“vai al punto”
“Tua sorella ti cercava,  vuole andare a casa.”
“Merda”
“dove sei?”
“Fuori”
“fuori?sei scemo?”
“ma no, fuori in giardino. Aspettami che arrivo”
Rimetto il telefono in tasca e la guardo.

“ vieni con me, devo andare  che mia sorella e Jazz mi aspettano”
“ Rose si starà chiedendo che fino ho fatto” ridacchia nervosamente
“non voglio lasciarti” la tiro  per le mani “ dammi il tuo numero, voglio rivederti”

Stiamo rientrando mano nella mano dopo esserci scambiati i numeri tra sbaciucchiamenti e risatine varie.
All’ingresso Alice e Jazz parlano con un’altra coppia, improvvisamente mia sorella mi vede e alza un braccio per farmi avvicinare.
Stringo la mano a Bella mentre mi volto a guardarla.
“ti chiamo più tardi, mh?”
Annuisce
Le guardo le labbra “non smetterei mai di baciarti”
Avvampa sotto il mio sguardo e fregandomene di chi abbiamo intorno mi prendo la sua bocca.
Il bacio che ci scambiamo è tutto tranne che innocente, la desidero e glielo sto dimostrando nel bacio.
Geme nella mia bocca, in risposta le mie mani scendono e si fermano appena sopra la curva del sedere e spingo a me, la mia erezione preme sfacciata sul suo ventre “non immagini quanta voglia ho di te” le sussurro sulle labbra.
Sospira”anche io” mi bacia a stampo”e meglio che vada adesso”.
Annuisco e la lascio allontanare mentre il mio cuore pompa eccitazione nelle mie vene.
Cara Isabella, ci hai messo 3 anni per innamorarti della mia voce…io credo di averci impiegato 3 secondi.



3mesi più tardi

Pov Isabella

Sono passati 3 mesi, ormai Edward ed io siamo fidanzati.
Sono stati momenti importanti, prima abbiamo cercato di creare  una normalità per la mia infatuazione verso la sua voce, ci siamo scoperti lentamente, ci siamo conosciuti senza fretta e ci siamo innamorati in un’attimo.
Ho conosciuto la sua famiglia qualche settimana fa, mi hanno invitato a cena e tralasciando l’imbarazzo iniziale e stata una serata piacevole.
Le nostre compagnie di amici si sono unite e senza difficoltà.
La sua rubrica alla radio è un successo.

Ed io ogni tanto mi faccio prendere dalle paranoie.
Insomma, come può un ragazzo bello e perfetto come lui innamorarsi di una come me? ok sono intelligente, simpatica e tutto il resto ma obbiettivamente normale.
Il fatto che non ci siamo ancora spinti oltre ad un po’ di sano petting non fa che alimentare le mie paure.

Stasera probabilmente non ci vedremo, pare abbia una riunione in radio.
Mi lascio cadere sul divano con un sospiro, quando il cellulare suona per l’arrivo di un messaggio.

Lo afferro e sorrido Edward.

< hai la birra?>
<secondo te?>
<per forza, sei la mia ragazza>
<dove sei?>

Sparisce. Non ricevo più nessuna risposta.
Il mio ragazzo è folle.

pochi minuti dopo suonano alla porta. Salto in piedi come una molla, corro al citofono

“chi è?”
“apri”

Apro e inizio ad imprecare mentalmente. Ho i capelli avvolti nell’asciugamano, i pantaloni della pigiama e una maglietta indecente per quanto è orribile. Insomma, sono inguardabile.
Edward entra sorridendo e la sua espressione non cambia quando mi vede  anzi, i suoi lineamenti sembrano addolcirsi.
Si ferma di fronte a me, la sua mano scivola sul mio fianco, strizza e mi avvicina a se per poi baciarmi dolcemente “sei bellissima”
Scoppio in un risata imbarazzata “direi che hai bisogno degli occhiali”
Inarca un sopracciglio e alza i cartoni con le pizze “non ti rispondo che e meglio. Andiamo, ho fame”
Lo precedo mentre mi avvio in salotto e mentre lo guardo posare le pizze sul tavolino lo anticipo “vado un attimo in bagno”
I suoi occhi scattano verso i miei “non ci provare neanche” sussurra
Lo guardo confusa
Si muove lentamente verso di me, il suo sguardo  è intenso, bruciante di desiderio “mi piaci, ti desidero da impazzire” pochi centimetri ci separano “e so che sei assurdamente convinta di non essere abbastanza bella per me” vorrei rispondere ma non mi lascia il tempo, con un passo mi spinge ad indietreggiare, le sue mani scivolano sul mio corpo mentre mi spingono”ti sbagli. Sei fottutamente eccitante” il suo naso sfiora la mascella ed io sto iper ventilando “stasera ho intenzione di dimostrarti quanto ti voglio” sento la punta della sua lingua lasciare una scia umida sulla mia pelle  fino ad arrivare al mio orecchio “e non mi interessa come sei vestita, se hai il pigiama o se hai l’intimo spaiato” sento le sue labbra tendersi in un sorriso “perché non rimarrai vestita ancora per molto” non so come, ma mi ritrovo in camera “è troppo tempo che sogno di averti. Stasera sarai mia”
“oh..oddio” balbetto emozionata.

Lentamente le sue mani percorrono verso l’alto il mio corpo trascinandosi dietro la tshirt, i suoi occhi scorrono infuocati sul mio seno mentre si morde il labbro “Dio Isabella”  un instante dopo la sua bocca è sulla mia, le lingue si cercano fameliche, i respiri si fondono.
Una mia mano vola fra i suoi capelli mentre l’altra scende sulla sua vita ad agganciare il maglione, scivola sotto, a toccare il suo ventre,sobbalza mentre l’intensità del bacio aumenta.
Negli istanti seguenti gli unici suoni che si sentono sono i nostri sussurri, i vestiti che lasciano i nostri corpi, i suoni languidi dei nostri baci.

Sono nuda e stesa davanti a lui e non mi sono mai sentita più desiderata di così.
Le sue mani febbrili palpano, accarezzano, strizzano tutta la pelle che riesce a raggiungere.
Il peso del suo corpo addossato al mio è una sensazione sublime, la sua eccitazione preme sulla mia coscia mentre ondeggia lentamente su di me al ritmo del nostro bacio.
Mi ricopre il viso di baci, mentre a rallentatore scende sul mio seno, con un movimento  circolare, i suoi baci umidi partono dall’esterno e lentamente raggiungono i capezzoli.
Tremo sotto di lui.
La sua lingua stuzzica sapientemente il mio seno destro, mentre la sua mano non trascura l’altro.
“Ed”
Come se non aspettasse altro, la sua bocca so chiude sul mio capezzolo,i denti sfregano  e la lingua allevia la tortura.
Sono catapultata in un’altra dimensione, sono con il mio uomo, mi sta amando, sono febbricitante.
Ritorno al presente quando lo sento sussurrare sulla mia pelle infuocata.
“ I know when i compliment her
 she wont believe me
and its so
its so sad to think she don’t see what i see”
il suo timbro caldo è come lava sul mio cuore.
Mi bruciano gli occhi, sto vivendo un sogno
“oh Edward”
Solleva il viso, i suoi occhi sono lo specchio dei mie.
Le sue mani afferrano le mie cosce e le spingono verso l’esterno.
Un attimo dopo è in mezzo alle mie gambe, la sua erezione sfiora la mia intimità.
“sei così morbida e calda” bacio “e bagnata” la sua voce è bassa e roca “non resisto più Bella”
Arpiono le sue natiche con le mie mani e lo tiro a me “prendimi adesso Ed”
Respira rumorosamente un attimo prima di afferrare la sua asta e accompagnarla al mio ingresso.
Scivola lentamente, ad ogni centimetro che affonda sento la mia intimità aprirsi per lui.
È perfetto.
Insieme siamo perfetti.
Le sue dita artigliano i miei glutei mentre con una disarmante lentenzza si  ritrae per riaffondare  sempre più in profondità dentro di me.
Ritirate lente seguite da affondi decisi.
Le mie braccia attorcigliate alla sua schiena lo tengono stretto, il mio seno schiacciato al suo petto,i capezzoli che sfregano i suoi peli del petto.
La sua bocca si sposta a lato del mio viso, il suo respiro corto fra i miei capelli e di nuovo il suo sussurro irrompe come un uragano nel mio cuore e nella mia anima
“when i see your face
there’s not a thing that i would change
cause you’re amazing
just the way you are”
i suoi movimenti di fanno più intensi
“and when you smile
the whole world stops and stares for a while
cause girl you’re amazing
just the way you are”
“ti amo” è la mia risposta. Nitida ed emozionata risuona fra i nostri gemiti.
Le sue stoccate si fanno più veloci, puntella le mani ai lati del mio viso e si solleva, la nuova angolazione fa vibrare entrambi.
“Ed…Ed oddio”
Sorride “vieni con me.”
E’ un istante dopo i nostri corpi si irrigidiscono mentre i miei muscoli interni lo stringono come a non volerlo lasciare.
“Dio Bella…Cazzo”
“ohh…ohh siiii”
“oh cazzo Bella” I suoi movimenti si arrestano mentre lo sento svuotarsi dentro di me.
Lo guardo mentre ansima ad occhi chiusi, è bellissimo.

Crolla su di me. “ti amo” pronuncia mentre mi bacia a stampo.
Sorrido innamorata “ti amo anche io” gli accarezzo la schiena “grazie”
Mi guarda intensamente “spero che almeno sia servito a farti capire realmente come ti vedo”
Annuisco emozionata “lo ricorderò per sempre” lo bacio “e poi è stato decisamente meglio dei sogni”
Mi guarda incuriosito
Ridacchio “ho sognato che mi cantavi delle canzoni mentre facevamo l’amore”
Scuote la testa divertito “oh non hai idea di quante canzoni possa cantarti”
Gli pizzico una natica soda “mmmm non vedo l’ora, anzi puoi cominciare subito” affermo sorridendo maliziosa.
La mia risata viene smorzata da un gemito mentre lo sento ingrossarsi dentro di me
Mi guarda sornione ed affamato”sei pronta a ricominciare?”


Non mi ricordo neanche quante canzoni mi abbia sussurrato quella notte mentre mi possedeva corpo, cuore e anima, so solo che da quel giorno ho perso il controllo sui miei sentimenti.
Edward è il proprietario del mio cuore e della mia anima.
Lui e la sua voce che mi hanno fatto innamorare molto tempo prima.