La voce
O/S di Monica Ferrini Di Maio
Ci si può innamorare di una voce
senza sapere a chi appartiene?
E la domanda che da un anno a questa
parte mi pongo continuamente.
Non so di preciso come ho fatto a
trovarmi in questa situazione, però tutto si sta complicando.
Le mie amiche, Rosalie e Angela,
sono preoccupate. Sto trascurando gli studi
e la voglia di uscire diminuisce di ora in ora.
Il problema? Un certo Edward Masen,
speaker radiofonico.
Qualsiasi notizia cerchi su google è
un buco nell’acqua, dati anagrafici, biografia, curriculum, mai una foto o un
indizio, come se non esistesse.
Il nulla, di niente, ecco di chi mi
sono innamorata.
Sono in salotto, sdraiata sul divano
con una coppetta di gelato al pistacchio a farmi compagnia, nell’attesa
trepidante che la rubrica “Edward chiama Seattle” cominci.
*where there is desir
there is gonna be a flame
where there is a flam
someone’s buond to get burned!
but just because it burns doesn’t mean you’re gonna die
you’ve gotta get up and try try try
gotta get up and try try try
you gotta get up and try try try*
Poso immediatamente la coppetta sul
tavolino davanti al divano, la sigla del programma è iniziata e il mio cuore
batte già a mille.
“Buon pomeriggio Seattle,
siete pronti per queste due ore con me? Sono le 17,02 vi ricordo che potete mandarmi un sms al
3254272 oppure una e-mail a edseattle@radioseattle.com”
La sua voce sfuma sulla nuova hit
dell’estate mentre Rosalie entra nel salotto come una furia seguita a ruota da
Angela.
Le guardo scioccate, sono cariche di
buste “shopping?”
Loro due si guardano, poi Angela si
viene a sedere accanto a me e ruba due cucchiaiate di gelato “bleah!!! Bella…al
pistacchio??”
Sto per rispondere quando la musica
finisce “allora
abitanti di Seattle, oggi vorrei parlare….”
Rosalie da una manata alla radio per
spegnerla “Adesso basta!!! Non ti rendi conto che stai esagerando?! Alziti!
Presto! Corri a fare una doccia, stasera si esce!”
“Sei impazzita??” salto su come una
molla e cerco di raggiungere la radio.
Rose sembra un pitbull con le
braccia incrociate davanti al mobile tv “Tze, io e Angie siamo stufe, quindi
fila a lavarti, fatti bella che alle 20
dobbiamo essere al Red&Blu”
Sto per ribattere indiavolata quando
Angela mi affianca, la sua mano mi sfiora il gomito, da una strizzatina “Dai
Bells, non fare quella faccia. Abbiamo appuntamento con gli altri. Da quanto
non esci con noi?”
Sospiro”Non potete costringermi.”
“Arrivati questo punto si!!” ribatte
decisa Rose
“Ma che amica sei???” rispondo
I lineamenti di Rose si addolciscono, mi si
avvicina “Ehi tesoro, non voglio litigare con te però non è normale quello che
fai” prende fiato”Ne abbiamo parlato con Angie, ti abbiamo dato tempo, ma
continui ad isolarti, per chi poi?? Non lo conosci nemmeno, ne sei
ossessionata”
“Non è vero” il mio è solo un
sussurro
Angie sorride dolcemente “Allora stasera
accontentaci, andiamo con gli altri e ci dimentichiamo per un pò della tua
amatissima voce”
Sbuffo, come se fosse possibile
dimenticare. Alla fine cedo ”Ok ok, vado a cambiarmi” e inizio ad
indietreggiare verso la mia stanza.
Sono davanti allo specchio da almeno
mezz’ora, non mi piaccio.
Sono alta 1.70 e sono “rotonda”. Ho
qualche kg in più, i miei fianchi sono morbidi e ho un seno abbondante.
Insomma, non sono certo un fuscello.
I miei capelli lunghi e castani e i miei occhi verdi sono l’unica cosa decente di me.
Tre colpi alla porta mi annunciano
che le ragazze stanno per entrare “Ehi Bi, non hai ancora finito?”
Guardo Rosalie, sempre perfetta nel
suo abitino verde smeraldo “La fai facile tu”
Angela ha indosso degli shorts di
jeans è un top corallo ed è favolosa, risalta i suoi tratti orientali, eredità
materna.
Sbuffo e continuo a guardarmi allo
specchio, la mia mano va a lisciare i miei fianchi “Guardate qui!”
Rose alza gli occhi al cielo, si
avvicina e vedo il suo riflesso nello specchio “Perché non ti valorizzi, non
sono 10 kg in più a fare la differenza” Angie l’affianca, ha in mano un
sacchetto “Ringrazia le tue amiche” e scoppia a ridere.
Incuriosita prendo la busta, al suo
interno trovo un vestito di tulle viola con scollo all’americana e una fascia
nera sotto il seno.
“Dai! Provalo!” mi incita Rose.
Sospirando indosso il vestito,
mentre sto per allacciare il fiocco al collo, Angie mi schiaffeggia la mano “Ah!
Ah! Niente reggiseno questa sera, non serve”
“Sei matta?”esclamo scandalizzata
“No. Tu sei matta, con le tette che
ti ritrovi io andrei in giro in toples!” mi sbeffeggia Rose
Alzo un sopraciglio “Cosa?”
“Su su! Hai una 4 che sta su da
sola, metti la mercanzia in mostra!” mi incoraggia Angie.
Dobbiamo ancora uscire e mi sono già
pentita…cos’hanno in mente queste due pazze????!!!
Mezz’ora dopo ci stiamo facendo
largo fra la gente per raggiungere gli altri.
Sono anni che ci conosciamo, eravamo
amici ancora prima di ritrovarci al college.
E il Red&Blu e il nostro punto
di ritrovo da sempre.
Sono dietro a Rose e Angela, stasera
c’è il pienone e stiamo sgomitando per farci largo.
Rose sorride e si gira “Forza, ci
stanno aspettando” e indica il tavolo poco distante da noi. Sorrido di riflesso
quando qualcuno mi scontra “Ehi scusa” guardo il ragazzo che si è scontrato con
me e faccio spallucce “Figurati” quando dietro di me qualcuno esclama “Ehi
Jazz”, il mio corpo si ferma, il cuore perde qualche battito e fisso stordita
il ragazzo davanti a me che sorride e alza una mano “Arrivo!!” poi mi guarda di
nuovo “Ciao, magari ci si vede in giro” e mi fa l’occhiolino.
Sono paralizzata sul posto.
La sua voce.
La sua voce la riconoscerei fra
mille, ad occhi chiusi.
E qui.
Mi volto velocemente nella direzione
di Jazz, ma puff ….. svanito, volatilizzato nel nulla.
Angela mi strattona “Ehi Bells,
datti una mossa!” non si sono accorte di niente o forse mi sono immaginata
tutto.
Ha ragione Rose, sono ossessionata.
Come potrei non esserlo? Ha una voce
calda, il timbro basso e roco mentre la sua risata è aperta e spontanea.
Passo ore ad ascoltarlo e sognare ad
occhi aperti.
Spesso canticchia le canzoni in onda
e quei momenti sono….eccitanti.
Sogno ad occhi aperti lui che mi
sussurra all’orecchio le parole delle canzoni.
Scrollo le testa e finalmente
raggiungo gli altri.
“Ciao a tutti” e mi chino a baciare
sulle guance ognuno di loro.
Ci sono Emmett e Ben i fidanzati di
Rose e Angie, poi ci sono Jessica, Rachel, Emily, Victoria, Paul e Mike.
“Oh oh Bella!! Finalmente ti sei
decisa” esordisce Mike.
“Lasciala stare scemo!” mi difende
Paul, tirandomi sulle sue ginocchia e stampandomi un rumoroso bacio sulla
guancia.
Sorrido serena, forse avevano
ragione le ragazze, mi serviva una serata delle nostre.
Ho perso il conto di quanti vodka
pesca lemon ho bevuto, rido e mi gira un po’ la testa.
Le ragazze stanno cercando di
convincermi a scendere in pista.
“Due canzoni e basta Bells” Dice
Victoria
“Dai! Dai! Dai!” incalza Rachel
“Ti prego! Ti pregooooooo!” le
incalza Jessica con la voce un po’ strascicata dal troppo alcool.
Scoppio a ridere “E va beneeee”
Tra gli urletti delle mie amiche
pazze arriviamo in pista. La musica risuona decisa, quasi tutti sono in pista e
ballano muovendosi a ritmo di musica.
Victoria si avvicina e con una
sculettata mi fa segno di scatenarmi.
Socchiudo gli occhi e lascio che la
musica mi guidi.
I miei fianchi ondeggiano al ritmo
sensuale della canzone, le mie braccia scorrono sul mio corpo, la testa è reclinata all’indietro mentre i miei
capelli sfiorano la mia schiena nuda.
Mi sento bene, viva, sensuale.
Balliamo per diverse canzoni.
La testa gira un po’ e i piedi
chiedono pietà…. maledetti tacchi 12!
“L’ultima e poi vado a sedermi”
esclamo quasi esausta.
Loro annuisco soddisfatte.
Riprendo ad ondeggiare, canticchio
fra me le parole della canzone quando sento un profumo intenso, sicuramente un
dopobarba.
Sto per voltarmi ma sento una mano che
scivola sul mio fianco e delle labbra mi sfiorano l’orecchio.
Sbarro gli occhi mentre la mia mano
destra si posa sopra alla sua, le ragazze mi guardano paralizzate prima di
lanciarmi sorrisini maliziosi.
Il suo respiro caldo sul collo mi da
i brividi, mi volto per poter finalmente guardare chi c’è alle mie spalle.
Il fiato mi si mozza in gola.
Un uomo sui 30 anni, biondo scuro,
occhi verdi, mascella squadrata ricoperta da un leggero strato di peluria
bionda che brilla sotto le luci del locale, labbra rosse e piene arricciate in un sorriso sghembo, una
fossetta alla guancia destra. Sono in Paradiso!!!!
Vorrei dire qualcosa ma ho la
salivazione azzerata.
Lui continua a guardarmi, le sue
mani sui miei fianchi mi muovono leggere per farmi continuare ad ondeggiare.
Sto per chiedergli chi è quando
solleva lentamente la mano e il suo indice si posa sulle mie labbra schiuse “Shh”
è il movimento che fanno le sue labbra senza emettere suono.
Sono ipnotizzata, sollevo le mie
braccia fino a posarle sulle sue spalle, le sue scivolano dietro la mia schiena
per attirarmi a lui.
Siamo uniti, non c’è un millimetro
del nostro corpo che non sia a contatto.
I suoi occhi non lasciano i miei,
siamo incatenati.
Dondoliamo sul posto incuranti delle
canzoni che il dj sta suonando.
Siamo in una bolla, ci siamo solo
noi, due perfetti sconosciuti.
Non so quanto tempo sia passato, se
è passato 1 minuto, 1 ora o giorni.
All’improvviso lui guarda alle mie
spalle, un secondo, poi chiude gli occhi e fa scontrare le nostre fronti.
Le mie ginocchia tremano quando
riapre gli occhi.
Mi fissa, si avvicina lentamente
fino a lasciarmi un bacio all’angolo della bocca.
Sorride, si allontana e nel farlo le sue mani mi accarezzano
dolcemente.
È un attimo e quello dopo è sparito
fra la gente.
Sono passate 3 settimane da quella
sera.
Le mie giornate procedono con la
solita routine.
Radio, università, radio,casa,
radio, radio, radio.
Oggi pomeriggio ho appuntamento con
Rose in centro, dobbiamo andare a comprare un regalo per il compleanno di
Rachel.
Sto saltellando in camera mia
pregando ogni santo che questi benedetti jeans salgano oltre il mio sedere…ufff
che fatica!
Infilo le ballerine mentre prendo
borsa, cellulare e chiavi e corro fuori. Sono già in ritardo!
Sto uscendo dalla metro quando il
cellulare mi vibra in borsa, rovisto velocemente sperando di non perdere la
chiamata, finalmente lo trovo e lo sfilo dalla borsa quando qualcuno mi urta.
Il cellulare mi scivola dalle mani,
goffamente gesticolo per cercare di agguantarlo quando la persona che mi ha
urtato, senza fermarsi, urla nella mia direzione “Mio Dio! Scusa”.
E in un secondo, il cellulare cade
in terra.
Alzo di scatto gli occhi verso la
metro proprio nel momento in cui le
porte si stanno chiudendo.
Mi tremano le mani, ho la
tachicardia e mi sento svenire.
L’ho perso di nuovo.
“BELLA! EHI BELLA!” Rose si sta
avvicinando, quando scorge il mio viso accelera il passo “Che succede?” il suo
tono non nasconde l’ansia “Hai una faccia!”
La guardo senza parlare, sento le
lacrime salire agli occhi “Oh Rose” e mi lascio sfuggire un singhiozzo.
Mi abbraccia velocemente, il suo
profumo è così famigliare, sa di casa. “Tesoro che succede?? Shhh, shhh, non
piangere”
“io, i..o, io l’ho sentito”
Arriccia il suo nasino all’insù “Chi
hai sentito?”
Sospiro tremante “Ed-Edward, mi ha
scontrato e mi ha chiesto scusa…” mi interrompe “O MIO DIO!!! L’HAI
CONOSCIUTO?”
Scuoto la testa ”Abbassa la voce! E no, non l’ho conosciuto. Appena mi sono
voltata la metro è partita!”
“Oh no, Bella. Non fare così.” Mi
accarezza i capelli con gesti materni.
“Sono sfigata. Una sfigata cosmica!”
Ridacchia “Be, perché non pensi al
ragazzo del Red&Blu? Cavoli aveva un culo da paura!”
Le do una spintarella ”ROSE! Ti
ricordo che stai con Em!”
“Ok, ok, ma non puoi negare che
aveva un gran bel culo!”
Sorrido “Be… in effetti…”
Mi strizza l’occhio complice mentre
prendendomi sottobraccio ci avviamo al centro commerciale “Andiamo a fare il
nostro dovere….SHOPPING!” Urlacchia Rose mentre io imbarazzata mi nascondo fra i miei capelli.
E’ venerdì pomeriggio, sono appena
rientrata dall’università, entro subito in camera mia e mi lascio cadere a
faccia in giù sul mio letto.
La sveglia del cellulare mi avvisa
che sono le 18.00 e che fra poco inizia
la mia ora di adorazione.
Allungo il braccio e afferro sul
comodino il telecomando dello stereo.
Appena la musica si diffonde per la
camera mi sento già meglio.
Stanno trasmettendo Happy di P.
Williams, la canticchio mentre i miei piedi dondolano oltre il materasso.
La sua voce improvvisamente si
sovrappone alla canzone
“Mmm, mm,mmm Because i’m happy
clap along if you feel
like that’s what you wanna do mmmm, mmm.
Ciao Seattle, oggi
parliamo di felicità. Siete pronti?”
OH santissima…..la sua voce che
canta!
“Felicità, cos’è per voi
la felicità? Potete mandarmi qualsiasi risposta, non c’è nessun limite.
Potrebbe essere un
gelato, un profumo, un colore o magari…..” ridacchia “
baciare qualcuno”
“Se se, ridi pure tu stronzetto.
Chissà chi è la fortuna che baci”
La sua voce continua inarrestabile “Per esempio per me la felicità è la sensazione, la vibrazione
che provi nell’attimo prima di baciare qualcuno. Quando siete a pochi
millimetri e i vostri sguardi sono incatenati, i respiri che si fondono”
abbassa il tono di voce, sembra più roco “Quella
frazione di secondo dove sei
attraversato da un brivido che ti urla nella testa *avanti baciala*, le labbra
socchiuse che si sfiorano, quella per me è felicità.”
“Sono morta” esclamo mentre sogno di
occhi aperti ascoltando la sua voce.
Rimango nella stessa posizione per
tutta la durata della trasmissione, legge le risposte, le commenta, un po’ ride
e un po’ è serio ed io sono sempre più persa di lui.
“Per oggi il nostro tempo
è quasi finito, abbiamo parlato di felicità e devo dire che mi avete sorpreso
con le vostre risposte. È venerdi, stasera uscite e divertitevi. Non bevete se
guidate, mi raccomando. Io uscirò con amici, spero di rivedere una splendida
ragazza che mi ha incuriosito.” Ride sfrontato “Ora vi darò un piccolo indizio per l’argomento di domani. A
tra poco”
Pochi
secondi è il ritmo sensuale invade l’aria.
Ten kiss me on the lips
nine run your fingers through my
hair
eight Touch me, slowly hold it let’s
go to straight to number one
seven, lips
six, slowly
five, fingers
four, play
La canzone sfuma su Edward che canta
“ touch me mmmmmm, mm , mmm lips, fingers, feel it”
ride, una risata bassa, sensuale, calda “Ohi,
ohi. Non sentite caldo?? “ batte
le mani ”Avete capito bene, domani argomento piccante.
La canzone che ho scelto…” sospira e il solo sentire per radio il suo
respiro mi manda su di giri “Ognuno di noi ha delle
fantasie, preferenze, abitudini….ecco io domani vorrei parlare di questo con
voi. Voglio che mi scriviate le caratteristiche principali che vi affascinano,
i vostri desideri sessuali, i posti e le posizioni che preferite” ride
apertamente, lo stronzo.
“Aspettate un attimo,
ho un ascoltatore in linea. Vai James,
passa”
“Ehi, ci sei? Come ti
chiami?”
“Mi chiamo Rose”
“Ciao Rose, piacere di
conoscerti” il
suo sorriso si percepisce attraverso le parole
“Mi hanno avvisato che
avevi urgenza di parlare con me, quindi,dimmi tutto”
“Ehm, senti io non ho
niente contro di te, davvero. Però sono stufa, non sappiamo niente di te, una
mia amica ha perso la testa per la tua voce…”
Mi alzo di scatto “Oh no Rose” il
panico mi assale.
“Frena, frena Rose, mi
chiamo Edward e lo sapete tutti” il suo tono di voce si fa difensivo
“Pensi che sia scema Edward?”
Rose è aggressiva e io sono incazzata
nera.
“No affatto, non mi
permetterei mai” lo
interrompe “e allora perche non si trova una tua foto
manco a pagarla? Non si sa NIENTE”
C’è un attimo di silenzio prima che
la sua voce arrivi nitida “Mi chiamo Edward e ho 30
anni, non ci sono mie foto perché sono un ragazzo normale, la mia vita privata
è come quella di chiunque voi. Niente di interessante. ”
“Tze, se davvero fosse
cosi non avresti problemi a mostrarti e invece…”
“Rose, Rose. Andiamo al
punto, che vuoi sapere?” il
suo tono si fa serio.
“Ma che ne so… Sei
single? Sei di Seattle?Che locali frequenti?” ridacchia nervosa Rose
Giro per la mia stanza come
un’animale in gabbia, questa non me la doveva fare quella strega di Rose,
appena torna mi sente.
Ride “Chi
sei Rose? Una giornalista o un membo dell’FBI?”
Si sente sospirare “No, niente di tutto questo, sono solo una persona in ansia
per una mia amica” poi si sente il classico tu, tu, tu,tu della
telefonata interrotta.
Sono ad un passo dal commettere un omicidio.
Edward si schiarisce la voce “Ehm, sono in
imbarazzo” soffoca una risatina imbarazzata “ Wow,
sono senza parole, il che capita di rado, strano vero per un conduttore
radiofonico? Mia cara Rosalie, non c’è molto da sapere di me se non quello che
sapete già. Sono un ragazzo come tutti voi, mi piace la musica ed ho la fortuna
immensa di lavorare qui, sono nato il 20 giugno dell’84 a Chicago. Vivo a
Seattle da 5 anni, ho pochi amici, ma buoni e leali. E sono in cerca
dell’amore.” Prende un respiro “Non so perché
non ci siano miei foto in internet, ma comunque trovo stuzzicante l’idea di
poter fantasticare su una voce, ad esempio, amica di Rose, cosa ti piace della
mia voce?” la sua voce si abbassa e diventa quasi ipnotica “ Non ho un canone di bellezza preciso, mi piace che la
ragazza che ho di fronte sia semplice, che sappia ridere e far ridere, che non
si prenda mai troppo sul serio, che sia spontanea. A livello fisico, uhmm mi
piacciono formose.” Ride “Dai maschietti, ci
siamo capiti no?? Quando è fra le tue braccia, sentire le sue curve morbide che
ti sfiorano, che ti danno i brividi…” finge colpetti di tosse “Stavo pensando che si potrebbe fare un gioco, una caccia
al tesoro. Chi vince, verrà qui in studio con me”
Batte le mani “Amici maschi vi voglio bene e vi sono vicino, ma questo gioco non è per
voi” ride apertamente.
Mi fermo di scatto, OMG!
“Allora sono le 19e15
abbiamo sforato alla grande oggi, penserò con il mio collega James alla caccia al
tesoro, poi vi darò tutti i dettagli. A domani Seattle”
La radio trasmette una nuova
canzone e il programma di Edward finisce.
POV
EDWARD
James fa partire la sigla, la
scritta “On air” si spegne.
Mi tolgo le cuffie e le appoggio
davanti a me, mentre sospirando mi appoggio alla poltrona girevole.
Mi passo le mani sul viso mentre
ripenso alla telefonata di quella Rose, pazzesco.
Eppure e andata così vicino alla
realtà, le mie notizie su internet sono tutte vere tranne per un’eccezione.
Mi chiamo Cullen, Edward Cullen
non Masen.
Sono il figlio di Carlisle
Cullen, un famoso diplomatico.
I miei genitori mi hanno sempre
appoggiato nelle mie passioni e nelle mie scelte.
Un solo veto, avere un cognome
d’arte.
Ecco perché non ci sono mie foto
in giro, privacy e sicurezza imposta da mio padre.
Facendo leva sui braccioli della
poltrona mi alzo e scuotendo la testa sorrido “Ehi James. io vado, a domani.”
Mi fa l’occhiolino in risposta.
Pochi minuti più tardi mentre
sono in strada per raggiungere la metro mi chiama al cellulare Jazz, il mio
migliore amico.
Un fratello quasi.
Quasi perché esce con mia
sorella.
“Jazz”
Ridacchia “Hai sudato freddo
vero?”
“Scemo”
“Dai non fare il permaloso, che
tipino Rose eh? Sembra quasi una collega di Ali”
“Eh?”
“Ma si dai, qualche volte Ali ha
raccontato della sua collega del reparto marketing, una pazzoide”
“Pazzoide…ah si è vero. Ma
figurati se è la stessa persona”
“ Be come caratterino direi che
ci siamo” sghignazza. “Dove sei?”
“Sto andando alla fermata della
metro. Ho bisogno di una doccia, non vedo l’ora di essere a casa”
“Ci vediamo li, sto arrivando”
Non mi da il tempo di rispondere
che mi ha chiuso il telefono in faccia.
Sono due pazzi, lui e mia
sorella.
Sto uscendo dalla doccia, quando
sento suonare alla porta.
È jazz.
È l’unico che suona il citofono
imitando le canzoni.
Rido mentre mi avvolgo un telo di
spugna sui fianchi e raggiungo la porta.
Apro e mi avvio in cucina per
prendermi una birra, la sto stappando quando mi raggiunge.
“Non ti offendere, ma amo tua
sorella” e scoppia a ridere.
“Mi chiedo cosa ci trovi in te”
rispondo serio prima di ridere come lui.
Apro il frigo e gli allungo un birra mentre si siede al
tavolo della cucina.
“Allora che facciamo stasera?”
chiedo annoiato.
“Uhm, giuro che io non ho colpe”
“Jazz…”
“è tua sorella. E lei la responsabile.”
“Invece di fare lo scarica
barile, sputa il rospo”
Sorride sornione “Festicciola”
Inarco un sopracciglio “Ti sei
rincoglionito? Parli come mia sorella”
Alza le mani “Ehi. Siamo invitati
ad una festa dal capo di Alice”
Mi lascio cadere sulla sedia “Oddio che palle”
“Dai, magari non è male, è al
Twilight”
“Almeno quello, ne ho sentito
parlare bene”
“ è il meglio su piazza”
“Speriamo. A che ora?”
“Alle 22.30”
“Pinguini?”
“Naaaa, vestiti come ti pare, ma
non osare mettere una tuta”
Gli lascio una pacca in testa“Che
spiritoso che sei!”
Si alza in tutta fretta “Vado a
cambiarmi, ti passiamo a prendere noi?”
Scuoto la testa “No, vengo in
moto”
Indietreggia verso la porta “Che
ragazzaccio” poi scappa fuori di corsa e ancora si sentono le sue risate.
Un matto. Ecco cos’è il mio
migliore amico!
Mi guardo allo specchio, le mie mani infilano la camicia azzurra nei jeans,
chiudono i bottoni e poi salgono ad
aggiustare il colletto.
Sorrido al mio riflesso, sarà
contenta Alice, già me la immagino “Il mio fratellino con la camicia”.
Mi siedo sul letto per infilare
le scarpe e il cellulare vibra.
Un messaggio.
“Ragazzaccio, cerca di essere
puntuale o tua sorella ci uccide”
Raggiungo l’ingresso e mentre mi
infilo il mio giubbotto di pelle prendo le chiavi della mia moto.
Un quarto d’ora dopo sto
camminando verso mia sorella e Jazz.
“Ehi”
Mia sorella sorride radiosa “Che
schianto! Sei splendido Eddy”
Le strizzo l’occhio e le lascio
un bacio sulla guancia.
“Ragazzaccio”
Inarco un sopraciglio mentre
guardo verso Jazz “Si può sapere il perché di questo nomignolo?”
Ride “Bello e dannato. Anzi
bello, dannato e in incognito”
Mia sorella gli assesta una
gomitata “Lascialo in pace”
Lui si massaggia il fianco “Uffi!!
Scherzavo”
Alice gesticola mentre ci prende
a braccetto e ci trascina verso il locale.
C’è un sacco di gente per essere
una festa privata ma non mi stupisco considerando che Caius, il capo di Alice,
è un festaiolo.
Passiamo un tempo interminabile a
stringere mani, sorridere e parlare di cose più che superficiali.
Guardo Jazz “Io vado al bar,
volete qualcosa?”
Lui scuote la testa “Vai, poi ti
raggiungiamo”
Sto bevendo un whisky e intanto
mi guardo intorno.
Generalmente mi piacciono le
feste, sono un persona socievole e mi diverto quasi sempre però ultimamente c’è
sempre qualcosa che mi rende pensieroso.
Mi ritrovo ad osservare chi ho
vicino, a volte ad invidiarne la loro vita.
Vorrei trovare qualcuno da amare,
qualcuno con cui condividere la mia vita.
Chissà, forse per me la crisi di
mezza età è a 30anni!
Scuoto la testa sorridendo fra me
quando vedo mia sorella Alice parlare con un ragazza bruna, mi da le spalle ma
i suoi fianchi tondi mi incantano.
Alice ride apertamente a quella
che credo sia una battuta, poi si guarda intorno e gesticolando indica un punto
alla mia destra.
La ragazza di fronte a lei si
volta e il mio cuore perde un battito, è la ragazza con cui ho ballato quasi 2
mesi fa.
I miei occhi scorrono febbrili il
suo profilo, ha i capelli sciolti e indossa un vestito turchese che mette in mostra i suoi fianchi
ma soprattutto il suo seno, così pieno ed invintante.
Mi volto leggermente per posare
il bicchiere al banco quando lei si accorge di me, le sorrido e la vedo
arrossire prima di rispondere con un sorriso.
Non mi perdo tempo a domandarmi
come è meglio comportarmi perché il mio corpo ha già deciso, avanzo verso di
lei. Taglio la sala con passi decisi, la mia mano destra sale ai miei capelli e
lascio scivolare le dita fra di essi mentre noto i suoi occhi allargarsi per lo
stupore.
Non le sono indifferente, ne
approfitto.
mi mordo il labbro inferiore per
mascherare un sorriso mentre avanzo senza staccare gli occhi dai suoi, lei
improvvisamente si riscuote e prima
leggermente poi sempre più decisa viene verso di me.
Mancano due passi e finalmente
potrò sfiorarla, sono settimane che sogno lei e il suo corpo e stasera non
voglio farmi scappare nessuna possibilità di conquistarla.
Allungo una mano e lei subito
l’afferra, tiro leggermente ed un momento dopo e addossata al mio petto.
Sorrido sereno e mi chino a
lasciarle un bacio all’angolo della bocca, e dal suo sospiro tremante deduco
che è un tormento per entrambi.
Il dj del locale fa partire le
hit del momento, decisamente troppo assordanti per poter parlare cosi tenendola
per mano mi faccio strada verso il giardino del locale.
L’aria frizzante ci fa
rabbrividire mentre raggiungiamo un piccolo dondolo.
Mi sfilo la giacca e l’avvolgo
con essa quando lei mi fa segno di fermarmi con la mano.
Sospira come per prendere
coraggio “Non so neanche come ti chiami”.
Mi mordo la guancia per non
ridere del suo tono “Edward”
Mi guarda per momenti
interminabili, i suoi occhi sbattono veloci mentre mi osserva, le sue mani
unite in grembo corrono a coprire le sue labbra schiuse dallo stupore.
Che diamine sta succedendo??
“Ehm,…tutto bene?? “
Inizia a scuotere la testa
ripetendo come una litania “OMMIODIO”
La fisso allibito” ehi, magari se
mi dici il tuo di nome possiamo parlare?”
“Be..Is..isab…” balbetta.
Ridacchio nervoso “Respira,
tesoro!”
Chiude un momento gli occhi
“Isabella.”
Inclino il viso a destro “è un
bellissimo nome Isabella”
Lei trema “Ed…E…d…Edward?”
Annuisco “Vuoi dirmi se c’è
qualche problema? Improvvisamente ti sei agitata.”
si siede sul dondolo abbandonando
le braccia lungo i fianchi.
“è impossibile, non può essere.
Io…”
La raggiungo e lentamente le poso
una mano sul ginocchio”avanti, puoi spiegarmi”
Alza di scatto la testa per
trafiggermi con due occhi verdi incredibili.
“Edward…Edward Masen”
La guardo a bocca aperta, in 3
anni di radio e la prima volta che mi riconoscono.
Non faccio in tempo a rispondere
che Isabella è un fiume in piena di notizie.
“Io non so da dove cominciare,
sono nata e cresciuta a Seattle. Ho molti amici ma soprattutto ho degli ottimi
amici. Lavoro come segretaria da un commercialista. Vivo con due mie amiche in
un buco che noi chiamiamo casa.” Sorride “ sono anni che
seguo radio Seattle. Mi ha sempre tenuto compagnia. Ma solitamente
ascoltavo i programmi del mattino presto. 3 anni fa, ero stata a trovare i miei
genitori e sulla strada del ritorno ho sentito la nuova rubrica, ricorderò
sempre la voce dello speaker, così profonda, calda, ipnotica…” Prende fiato “
era la tua voce. Mi crederai pazza, lo so e spesso penso di esserlo ma non so
davvero come spiegarlo” sorride imbarazzata “la tua voce mi ha ipnotizzato, mi
ha reso vulnerabile. Aspettavo le 17 per poter sentire quella voce, sorridere
al suo ridere, sospirare e sognare mentre canticchiava le canzoni in onda. Ho
fantasticato così tanto….” La sua voce diventa un sussurro, vorrei trovare le
parole giuste per risponderle ma non so davvero che cosa dire.
Si è innamorata della mia voce?
È delusa?
È felice?
“isabella..io…” la sua mano corre
veloce alla mia bocca per impedirmi di continuare.
“no no. Fammi finire. Ho cercato
per anni qualcosa su di te, ma su intenet sei praticamente un fantasma. Sai
quante volte mi sono chiesta, passeggiando per strada , se potevi essere quel
ragazzo piuttosto che un altro? Il mese scorse pensavo di aver toccato il
fondo, prima in un locale ho sentito la
tua voce che chiamava un ragazzo “jazz” che mi aveva appena scontrato ma quando
mi sono girata puff….non c’era nessuno. Ho ballato con te senza neanche parlare
e per un attimo con tutte le sensazioni che ho provato pensavo di aver
accantonato l’idea della mia follia, considerandomi normale a desiderare un
ragazzo carino. La settimana dopo alla fermata della metropolitana sono stata travolta da un ragazzo che appena
prima di scomparire nel vagone mi ha gridato scusa…ed era la tua voce, ma sai
la cosa buffa? Anche in quel caso non sono riuscita a vederti in viso. Ed ora,
dopo averti rivisto scopro che eri così vicino…” arrossisce e chiude lentamente
gli occhi.
“guardami” con il mio indice
sollevo il mento “apri gli occhi, Isabella”
Le sue palpebre tremano mentre si
sollevano.
“vorrei avere le risposte giuste
per farti sentire più serena, vorrei che non ti sentissi fuori luogo perche la
mia voce ti ha attratto , perché credimi tu non sai come mi fai impazzire. Non
so perchè al locale mi sono comportato così, vorrei giustificarmi, ma non lo
farò. Ero con mia sorella e degli amici quando ti ho vista ballare, i tuoi
fianchi ondeggiavano, il vestito viola ti fasciava come una seconda pelle ed un
minuto dopo ero accanto a te. Ho desiderato così tanto parlarti, cercavo il
momento giusto ma tenerti fra le braccia, il tuo corpo premuto al mio, i tuoi
occhi grandi ed espressivi che brillavano…ho combattuto con il desiderio
assurdo di baciarti fino a non poter più respirare.” Mi avvicino e con il naso
sfioro la sua mascella “ ti racconterò quello che vuoi, parleremo per i
prossimi secoli” salgo fino al suo orecchio “ma ora ” lascio un piccolo bacio
umido nella pelle sensibile dietro all’orecchio ”muoio dalla voglia di
baciarti” mi sposto lentamente indietro fino a far incrociare i nostri sguardi.
La sua lingua picchietta l’angolo
della bocca dove le labbra si incontrano ed io perdo il controllo.
Incollo le mie labbra alle sue,
socchiuse per lo stupore. Respiro il suo profumo mentre a bocca aperta continuo
a baciare il labbro inferiore prima e quello superiore poi.
Non riesco a chiudere gli occhi,
guardarla mentre le sue labbra bagnate
dalle mie si aprono per accogliermi e uno spettacolo impossibile da perdere.
I suoi occhi mi fissano mentre un
gemito soffocato accompagna la sua lingua nella mia bocca e una sua mano fra i
miei capelli per tenermi a se.
Ci baciamo come adolescenti,
affamati di piacere, incuranti della temperatura esterna, eccitati, vogliosi.
La mia erezione è sul punto di
implodere, ho caldo, mi sento le labbra di fuoco e gonfie, probabilmente i miei
capelli sono indomabili considerando con quanta passione le mani di Isabella li
stanno torturando. Anche lei è nelle mie condizioni, ha gli occhi velati di
lussuria, la bocca umida di saliva, il respiro corto e affannato, i capezzoli
turgidi che si sfregano sulla stoffa del vestito e non oso immaginare come sia
la situazione nelle sue mutandine perché altrimenti non mi fermerei più.
“Mmm Edward” la sua lingua
disegna il contorno del mio labbro superiore, scende nell’apertura fra le mie
labbra e stringendola a me catturo la sua lingua e succhio, trema fra le mie
braccia.
“Amo il tuo sapore Bella” le
parlo in bocca.
Sta per rispondere quando
qualcosa vibra nei mie pantaloni, merda il cellulare.
Mi stacco a fatica mentre senza
staccare il contatto visivo mi porto il cellulare all’orecchio
“Dimmi”
“finalmente, dove sei andato a
prendere da bere?? alla sorgente in Perù?”
“come sei simpatico. Che vuoi?”
“calma calma ragazzo, perché si
da il caso che ti sto salvando il culo”
“vai al punto”
“Tua sorella ti cercava, vuole andare a casa.”
“Merda”
“dove sei?”
“Fuori”
“fuori?sei scemo?”
“ma no, fuori in giardino. Aspettami
che arrivo”
Rimetto il telefono in tasca e la
guardo.
“ vieni con me, devo andare che mia sorella e Jazz mi aspettano”
“ Rose si starà chiedendo che
fino ho fatto” ridacchia nervosamente
“non voglio lasciarti” la
tiro per le mani “ dammi il tuo numero,
voglio rivederti”
Stiamo rientrando mano nella mano
dopo esserci scambiati i numeri tra sbaciucchiamenti e risatine varie.
All’ingresso Alice e Jazz parlano
con un’altra coppia, improvvisamente mia sorella mi vede e alza un braccio per
farmi avvicinare.
Stringo la mano a Bella mentre mi
volto a guardarla.
“ti chiamo più tardi, mh?”
Annuisce
Le guardo le labbra “non
smetterei mai di baciarti”
Avvampa sotto il mio sguardo e
fregandomene di chi abbiamo intorno mi prendo la sua bocca.
Il bacio che ci scambiamo è tutto
tranne che innocente, la desidero e glielo sto dimostrando nel bacio.
Geme nella mia bocca, in risposta
le mie mani scendono e si fermano appena sopra la curva del sedere e spingo a
me, la mia erezione preme sfacciata sul suo ventre “non immagini quanta voglia
ho di te” le sussurro sulle labbra.
Sospira”anche io” mi bacia a
stampo”e meglio che vada adesso”.
Annuisco e la lascio allontanare
mentre il mio cuore pompa eccitazione nelle mie vene.
Cara Isabella, ci hai messo 3
anni per innamorarti della mia voce…io credo di averci impiegato 3 secondi.
3mesi più tardi
Pov Isabella
Sono passati 3 mesi, ormai Edward
ed io siamo fidanzati.
Sono stati momenti importanti,
prima abbiamo cercato di creare una
normalità per la mia infatuazione verso la sua voce, ci siamo scoperti
lentamente, ci siamo conosciuti senza fretta e ci siamo innamorati in
un’attimo.
Ho conosciuto la sua famiglia
qualche settimana fa, mi hanno invitato a cena e tralasciando l’imbarazzo
iniziale e stata una serata piacevole.
Le nostre compagnie di amici si
sono unite e senza difficoltà.
La sua rubrica alla radio è un
successo.
Ed io ogni tanto mi faccio
prendere dalle paranoie.
Insomma, come può un ragazzo
bello e perfetto come lui innamorarsi di una come me? ok sono intelligente,
simpatica e tutto il resto ma obbiettivamente normale.
Il fatto che non ci siamo ancora
spinti oltre ad un po’ di sano petting non fa che alimentare le mie paure.
Stasera probabilmente non ci
vedremo, pare abbia una riunione in radio.
Mi lascio cadere sul divano con
un sospiro, quando il cellulare suona per l’arrivo di un messaggio.
Lo afferro e sorrido Edward.
< hai la birra?>
<secondo te?>
<per forza, sei la mia
ragazza>
<dove sei?>
Sparisce. Non ricevo più nessuna
risposta.
Il mio ragazzo è folle.
pochi minuti dopo suonano alla
porta. Salto in piedi come una molla, corro al citofono
“chi è?”
“apri”
Apro e inizio ad imprecare
mentalmente. Ho i capelli avvolti nell’asciugamano, i pantaloni della pigiama e
una maglietta indecente per quanto è orribile. Insomma, sono inguardabile.
Edward entra sorridendo e la sua
espressione non cambia quando mi vede
anzi, i suoi lineamenti sembrano addolcirsi.
Si ferma di fronte a me, la sua
mano scivola sul mio fianco, strizza e mi avvicina a se per poi baciarmi
dolcemente “sei bellissima”
Scoppio in un risata imbarazzata
“direi che hai bisogno degli occhiali”
Inarca un sopracciglio e alza i
cartoni con le pizze “non ti rispondo che e meglio. Andiamo, ho fame”
Lo precedo mentre mi avvio in
salotto e mentre lo guardo posare le pizze sul tavolino lo anticipo “vado un
attimo in bagno”
I suoi occhi scattano verso i
miei “non ci provare neanche” sussurra
Lo guardo confusa
Si muove lentamente verso di me,
il suo sguardo è intenso, bruciante di
desiderio “mi piaci, ti desidero da impazzire” pochi centimetri ci separano “e
so che sei assurdamente convinta di non essere abbastanza bella per me” vorrei
rispondere ma non mi lascia il tempo, con un passo mi spinge ad indietreggiare,
le sue mani scivolano sul mio corpo mentre mi spingono”ti sbagli. Sei
fottutamente eccitante” il suo naso sfiora la mascella ed io sto iper ventilando
“stasera ho intenzione di dimostrarti quanto ti voglio” sento la punta della
sua lingua lasciare una scia umida sulla mia pelle fino ad arrivare al mio orecchio “e non mi
interessa come sei vestita, se hai il pigiama o se hai l’intimo spaiato” sento
le sue labbra tendersi in un sorriso “perché non rimarrai vestita ancora per
molto” non so come, ma mi ritrovo in camera “è troppo tempo che sogno di averti.
Stasera sarai mia”
“oh..oddio” balbetto emozionata.
Lentamente le sue mani percorrono
verso l’alto il mio corpo trascinandosi dietro la tshirt, i suoi occhi scorrono
infuocati sul mio seno mentre si morde il labbro “Dio Isabella” un instante dopo la sua bocca è sulla mia, le
lingue si cercano fameliche, i respiri si fondono.
Una mia mano vola fra i suoi
capelli mentre l’altra scende sulla sua vita ad agganciare il maglione, scivola
sotto, a toccare il suo ventre,sobbalza mentre l’intensità del bacio aumenta.
Negli istanti seguenti gli unici
suoni che si sentono sono i nostri sussurri, i vestiti che lasciano i nostri
corpi, i suoni languidi dei nostri baci.
Sono nuda e stesa davanti a lui e
non mi sono mai sentita più desiderata di così.
Le sue mani febbrili palpano,
accarezzano, strizzano tutta la pelle che riesce a raggiungere.
Il peso del suo corpo addossato
al mio è una sensazione sublime, la sua eccitazione preme sulla mia coscia
mentre ondeggia lentamente su di me al ritmo del nostro bacio.
Mi ricopre il viso di baci,
mentre a rallentatore scende sul mio seno, con un movimento circolare, i suoi baci umidi partono
dall’esterno e lentamente raggiungono i capezzoli.
Tremo sotto di lui.
La sua lingua stuzzica
sapientemente il mio seno destro, mentre la sua mano non trascura l’altro.
“Ed”
Come se non aspettasse altro, la
sua bocca so chiude sul mio capezzolo,i denti sfregano e la lingua allevia la tortura.
Sono catapultata in un’altra
dimensione, sono con il mio uomo, mi sta amando, sono febbricitante.
Ritorno al presente quando lo
sento sussurrare sulla mia pelle infuocata.
“ I know when i compliment her
she wont
believe me
and its so
its so sad to think she don’t see what i see”
il suo timbro caldo è come lava
sul mio cuore.
Mi bruciano gli occhi, sto
vivendo un sogno
“oh Edward”
Solleva il viso, i suoi occhi
sono lo specchio dei mie.
Le sue mani afferrano le mie
cosce e le spingono verso l’esterno.
Un attimo dopo è in mezzo alle
mie gambe, la sua erezione sfiora la mia intimità.
“sei così morbida e calda” bacio
“e bagnata” la sua voce è bassa e roca “non resisto più Bella”
Arpiono le sue natiche con le mie
mani e lo tiro a me “prendimi adesso Ed”
Respira rumorosamente un attimo
prima di afferrare la sua asta e accompagnarla al mio ingresso.
Scivola lentamente, ad ogni
centimetro che affonda sento la mia intimità aprirsi per lui.
È perfetto.
Insieme siamo perfetti.
Le sue dita artigliano i miei
glutei mentre con una disarmante lentenzza si
ritrae per riaffondare sempre più
in profondità dentro di me.
Ritirate lente seguite da affondi
decisi.
Le mie braccia attorcigliate alla
sua schiena lo tengono stretto, il mio seno schiacciato al suo petto,i
capezzoli che sfregano i suoi peli del petto.
La sua bocca si sposta a lato del
mio viso, il suo respiro corto fra i miei capelli e di nuovo il suo sussurro
irrompe come un uragano nel mio cuore e nella mia anima
“when i see your face
there’s not a thing that i would change
cause you’re amazing
just the way you are”
i suoi movimenti di fanno più intensi
“and when you smile
the whole world stops and stares for a while
cause girl you’re amazing
just the way you are”
“ti amo” è la mia risposta. Nitida
ed emozionata risuona fra i nostri gemiti.
Le sue stoccate si fanno più
veloci, puntella le mani ai lati del mio viso e si solleva, la nuova
angolazione fa vibrare entrambi.
“Ed…Ed oddio”
Sorride “vieni con me.”
E’ un istante dopo i nostri corpi
si irrigidiscono mentre i miei muscoli interni lo stringono come a non volerlo
lasciare.
“Dio Bella…Cazzo”
“ohh…ohh siiii”
“oh cazzo Bella” I suoi movimenti
si arrestano mentre lo sento svuotarsi dentro di me.
Lo guardo mentre ansima ad occhi
chiusi, è bellissimo.
Crolla su di me. “ti amo”
pronuncia mentre mi bacia a stampo.
Sorrido innamorata “ti amo anche
io” gli accarezzo la schiena “grazie”
Mi guarda intensamente “spero che
almeno sia servito a farti capire realmente come ti vedo”
Annuisco emozionata “lo ricorderò
per sempre” lo bacio “e poi è stato decisamente meglio dei sogni”
Mi guarda incuriosito
Ridacchio “ho sognato che mi
cantavi delle canzoni mentre facevamo l’amore”
Scuote la testa divertito “oh non
hai idea di quante canzoni possa cantarti”
Gli pizzico una natica soda “mmmm
non vedo l’ora, anzi puoi cominciare subito” affermo sorridendo maliziosa.
La mia risata viene smorzata da
un gemito mentre lo sento ingrossarsi dentro di me
Mi guarda sornione ed
affamato”sei pronta a ricominciare?”
Non mi ricordo neanche quante
canzoni mi abbia sussurrato quella notte mentre mi possedeva corpo, cuore e
anima, so solo che da quel giorno ho perso il controllo sui miei sentimenti.
Edward è il proprietario del mio
cuore e della mia anima.
Lui e la sua voce che mi hanno
fatto innamorare molto tempo prima.

bellissimaaaaa...mi sono persa tra le righe...davvero fresca e divertente. Sono innamorata anch'io della sua voce, quella vera, che non è bassa e profonda bensì carezzevole e a tratti altissima come quella di un ragazzo...costantemente a bocca spalancata. Dio come lo amo...ma tornando al tuo Edward ho trovato i dialoghi alla radio molto azzeccati e piacevoli. Sei stata molto brava e te ne rendo merito. Essendo una donna molto morbida ho apprezzato tantissimo il sapere che Edward ama le curve soffici...ahahah...se Dio volesse mandarmi un esemplare simile gli donerei il panettone che porto sempre con me...un abbraccio
RispondiEliminaEhi Francies, grazie mille.
EliminaSono felice ti sia piaciuta...
Per la voce, ho voluto un po cambiare...sennò vi distratto troppo��
Pure io sono rotonda e ho pensato di descrivere per una volta una ragazza normale, in sovrappeso e non la solita strafiga Tg 38!
baciiii
E' capitato anche a me di innamorarmi della voce di un conduttore radiofonico ma, al contrario del tuo Edward, quando poi mi è capitato di vedere una sua foto sono rimasta... terribilmente delusa. La voce non era degna della persona a cui apparteneva.
RispondiEliminaComunque sia: bella, mi è piaciuta molto. Il ritmo pimpante e sbarazzino la rende simpatica e originale.
Posso fare un solo appunto che non vuole offendere e che comunque non inficia assolutamente il fatto che la storia mi sia piaciuta molto?
Mmmhhhh... Isabella con gli occhi verdi... mi dà tanto di Kristen... posso dire che non mi piace?
Era da un po che ci pensavo....quest'inverno mentre accompagnato la pupa all'asilo ascoltavo il trio medusa alla radio e la risata di Furio mi ipnotizzava. ..
EliminaPensa che ti ripensa. ...il non contest e capitato a fagiolo!
Chiedo perdono per gli occhi verdi, non ho proprio pensato a Kris, lo giuro!
Baci
Godibilissima OS. La voce fa molto e la tua storia lo spiega benissimo. Complimenti per la scelta della donna morbida, per quanto 1.70 m stiano bene alle rotondette.
RispondiEliminaContinuo nella mission impossible di leggerle tutte prima di partire per le mie vacanze. Ce la farò?
JoTyP.
Grazie Jo, sono contenta che ti sia piaciuta!
EliminaEssendo morbida, ho sognato un Edward attratto da fianchi rotondi e quant'altro...tanto per cambiare anche un po...
Sempre.tutte perfette fisicamente e mai fuori posto...
Ho voluto un po di me in Isabella, nei kg di troppo e nel Non essere sempre fottutamente perfetta, come ad esempio stare in tuta in casa e non avere sempre completino intimi da urlo...ah ah ah ah
Baci
E buone vacanze allora!
Ma sei proprio stronza!!!! Perchè non hai scritto una cosa così per il contest??? hahaahahahahahah!!!! ma tanto andò vai, ce n'avemo de tempo io e te per sistemare le cose!!!
RispondiEliminaMia cara Monica, devo dirtelo, per quanto riguarda la sviluppo della trama stai facendo passi da gigante, si vede che ti piace scrivere così come si vede che stai diventando sempre più brava. Mi è piaciuta moltissimo la tua o/s, mi ci ritrovo comodamente in storie come questa, è godibile, carina e frizzante. Brava!
-Sparv-
Ti amo anche io Sparvy! !! Ah ah ah
EliminaPerché non l'ho scritta per il Contest? Perché non c'entrava una pippa con lo sport e perché volevo farti vincere!!! Ah ah ah ah scherzo.
Seriamente, grazie.
Perché senza il tuo incoraggiamento, probabilmente non avrei mai scritto.
Hai ragione, mi piace scrivere. Ho ancora tantissimo da imparare ma mi rendo conto che più scrivo e più mi viene "facile".
Sono contenta che ti sia piaciuta.
Baci
Mi è piaciuta tantissimo questa storia e, se posso permettermi, ti faccio notare che migliori ogni volta che scrivi qualcosa.
RispondiEliminaBella l'idea, bello come hai sviluppato, bello il patos tra i due. Insomma, qualora non si fosse capito, mi è piaciuta ahahahahahahah
Oh Perry. ..sono veramente contenta che ti sia piaciuta!
EliminaSe t puoi permettere???
Certamente, sapere che sto migliorando mi fa felice.
Comunque non si è capito molto che ti è piaciuta...ahahaha
Veramente, veramente bella.....
RispondiEliminaE' tutta bella, l'idea, i personaggi, l'evolversi.......i miei complimenti e si, mi unisco alle altre nel dirti che è vero che sei migliorata tantissimo e si vede che ti piace scrivere.
Felice di aver acquistato una nuova scrittrice
Un Bacio
JB
Awwww sei sempre dolcissima jusy!
RispondiEliminasono felice che ti sia piaciuta la mia idea è grazie dei complimenti.
Spero di migliorare sempre di più. ..
Bacioni
Monicaaaaaaaaa! E' bellissimaaaaaa! Perchè non scrivi più spesso?! Sei davvero bravaa....e poi...originale. La voce....pure io mi sono innamorata di una voce! Aaaawww...
RispondiEliminabrava. Brava. Brava. Non vedo l'ora di leggere qualcos'altro di tuo!
Un abbraccio
aly